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Green_Packaging_groupRendere sempre più sostenibili le confezioni dell’immensa quantità di prodotti di largo consumo che vengono venduti ogni giorno è una delle principali tematiche della green economy. Per raggiungere questo obiettivo si stanno moltiplicando gli sforzi delle aziende che producono imballaggi, ma queste non sono le sole ad impegnarsi. Favorire il riciclaggio, progettare la riduzione delle materie prime utilizzate e pianificare il riuso degli imballi per scopi diversi sono intenti condivisi e alla cui realizzazione  partecipano, anche con iniziative congiunte, produttori di beni di largo consumo, distributori e consumatori finali.

GreenBiz.it ha approfondito il tema con un’intervista a Edoardo Freddi, responsabile marketing di EcorNaturasì, azienda leader nella distribuzione di prodotti biologici in Italia, nata dalla fusione tra Ecor, maggior distributore all'ingrosso di prodotti bio, e NaturaSì, catena italiana di supermercati specializzata nella distribuzione al dettaglio.

GB: Dott. Freddi, ci può spiegare quali siano il ruolo, l’influenza e la responsabilità della grande distribuzione specializzata nel favorire la diffusione della cultura packaging eco?

EF: Per quanto riguarda il packaging  cerchiamo di offrire supporto alle aziende con cui collaboriamo per renderle sempre più efficaci nella progettazione e nella realizzazione delle confezioni dei loro prodotti. Cerchiamo di dare uno stimolo ai nostri fornitori sulla ricerca di materiali più facili da riciclare, condividendo l'esperienza maturata in questi anni. Tale collaborazione permette inoltre di raggiungere delle economie di scala e di ridurre i costi di realizzazione degli imballi. Molto importante è inoltre il ruolo di stimolo all’innovazione che cerchiamo di diffondere presso le aziende con cui collaboriamo.

Oltre che nei confronti delle aziende fornitrici un altro impegno importante della distribuzione specializzata è quello rivolto ai consumatori finali per sensibilizzarli ad essere più attenti al loro stile di vita; cerchiamo di diffondere una cultura di attenzione ai piccoli gesti quotidiani che possono avere dei grandi impatti sull’ambiente. Anche la grande distribuzione organizzata(Coop, Esselunga) ha cominciato a lavorare in questa direzione, ma il distributore specializzato per la sua storia e le sue caratteristiche intrinseche ha maggiori capacità di arrivare ad influenzare il consumatore finale, in particolare su tematiche ambientali.

GB: In tema di packaging a basso impatto si dice spesso “meno è meglio”; ma come si raggiunge il corretto bilanciamento tra sostenibilità ed efficacia dell’imballo (preservare le caratteristiche dei prodotti nel tempo e consentirne la movimentazione in condizioni di sicurezza)?

EF: In tema di packaging, purtroppo, ci sono molti pregiudizi. Ad esempio non è sempre vero che “meno è meglio”. Facciamo un esempio: se passiamo da una confezione con doppio imballo (plastica riciclabile e cartone esterno) ad una che presenta solo un film poliaccoppiato, sarà quest’ultima, anche se più essenziale, ad essere meno sostenibile in quanto il materiale di cui è composta non è riciclabile. In tema di packaging non esiste una ricetta universale adatta a qualsiasi prodotto perché esistono diversi tipi di alimenti e quindi diverse esigenze di trasporto e conservazione. Quindi non si può generalizzare.

E’ importante ricordare però che progettare fin dall’inizio il packaging affinché sia riciclabile è  soluzione migliore rispetto alla realizzazione di adattamenti o modifiche ad un imballo già esistente. Fondamentale, inoltre, è comunicare in maniera corretta al consumatore finale le modalità e le motivazioni in base alle quali avviene una riduzione del packaging dei prodotti che acquista abitualmente. In mancanza di tali informazioni egli può essere indotto a ritenere erroneamente che un packaging diverso o più ridotto comporti una minore protezione del prodotto, inducendolo a non effettuare l’acquisto. Ciò determinerebbe sprechi di molto superiori ai risparmi (economici ed ambientali) ottenuti attraverso la riduzione dell’imballo. GB: Imballi più leggeri e sostenibili, vendita di prodotti sfusi, eliminazione di packaging superfluo. Oltre che quelli per l’ambiente, quanti e quali sono i vantaggi economici per la filiera e per il consumatore finale?

EF: Facciamo alcuni esempi: la vendita di prodotti sfusi in grandi quantità offre il vantaggio immediato della completa eliminazione del packaging all’origine con conseguente riduzione dei costi per chi vende e realizzazione di un risparmio per il consumatore finale. La riduzione dell’imballo genera anche vantaggi economici nella gestione dei trasporti delle merci. Razionalizzando gli involucri  è possibile infatti trasportare una maggiore quantità di prodotto a parità di volume disponibile negli automezzi. Si riducono in questo modo il numero dei viaggi, i kilometri percorsi e quindi i costi della logistica. Anche questo vantaggio si riflette poi dal punto di vista economico sul consumatore. C’è una situazione “win-win” dove, oltre all’ambiente, tutti ottengono un vantaggio dal produttore al consumatore.

GB: Ci può parlare dei progetti futuri che la vostra azienda intraprenderà  per  migliorare ulteriormente dal punto di vista ambientale la qualità degli imballi dei prodotti distribuiti?

EF: Ecornaturasì ha presentato qualche settimana fa al Sana un progetto di “packaging sostenibile” con l’obiettivo di stimolare tutti i nostri fornitori a ripensare in modo eco-sostenibile il packaging dei loro prodotti. Nell’ambito del progetto è stato fornito un indice di ecosostenibilità a tutti i packaging analizzati. Tale indice tiene conto  sia dei materiali che delle caratteristiche dell’imballo e costituisce il punto di partenza per implementare  miglioramenti della confezione dal punto di vista ambientale.

Un secondo progetto riguarda invece il consumatore finale e partirà ad Ottobre. Si tratta di una campagna di sensibilizzazione proprio su questi temi.  Ecornaturasì si sta impegnando in collaborazione con i produttori del biologico nel rendere facilmente leggibili e condivisi i simboli che sulle confezioni dei prodotti danno indicazioni al consumatore su come riciclare l’imballo. L’obiettivo è quello di offrire ai clienti una guida certa ed affidabile per la raccolta differenziata degli imballi.

Paola Valeri

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