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E' nata l’associazione dei tecnici delle rinnovabili. Ecco di cosa si tratta

tecnici_rinnovabiliNel settore sempre in fermento delle energie rinnovabili in Italia si sta affacciando un nuovo protagonista. Si tratta dell’ Associazione dei tecnici delle energie rinnovabili che circa un mese fa ha tenuto a Roma la sua assemblea costituente in occasione del Salone internazionale delle tecnologie fotovoltaiche per il Mediterraneo. Ora è già pronto lo statuto e la neonata associazione sarà ufficialmente operativa dal prossimo mese di novembre.

Nell’approssimarsi della partenza di questo organismo che rappresenterà e darà voce a tutti i tecnici professionisti impegnati nel settore delle rinnovabili, GreenBiz.it ha intervistato Massimo Venturelli, il coordinatore pro-tempore dell’associazione. Il rappresentante dei tecnici ci ha parlato  dei loro prossimi obiettivi e delle prime azioni concrete, con uno sguardo anche al futuro del settore in Italia.

GB: La vostra associazione si è costituita formalmente il 15 Settembre 2011, quali sono le principali motivazioni che vi hanno spinto a decidere per la sua creazione?

MV: Le fonti energetiche rinnovabili sono il settore più vitale degli ultimi anni, sono cresciute anche grazie a leggi di incentivazione, in particolare fotovoltaico ed eolico. Modifiche repentine alle leggi in vigore, adempimenti burocratici sempre più complessi e farraginosi, hanno messo i tecnici professionisti in situazioni molto difficili da affrontare, a volte impossibili. Esistono di fatto diverse associazioni che rappresentano gli interessi di settore, ma non esiste nessuna associazione che rappresenti i tecnici professionisti. Questi ultimi devono riuscire a garantire i committenti e contemporaneamente fronteggiare le istituzioni, una posizione molto scomoda e poco tutelata.

GB: Chi potrà far parte della vostra associazione e qual è l’organizzazione interna che intendete darvi?

MV: Per occuparsi di fonti energetiche rinnovabili non serve soltanto professionalità e competenza, ma sincera passione e impegno su temi dall’indiscutibile valore etico. Per questo motivo tutti possono far parte di questa associazione, il ruolo di  “membro” sarà degli ingegneri, periti, architetti e geometri iscritti ai propri ordini e collegi. L’associazione è aperta anche a soggetti non iscritti ad un ordine o un collegio, che sono definiti “sostenitori”.  Ci sarà un consiglio direttivo eletto fra i membri dell’assemblea, le cariche saranno a termine, ci saranno commissioni tecniche sia locali che nazionali.  

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GB: Quali sono i principali obiettivi che si propone la vostra associazione e quali saranno le prime azioni concrete che metterete in atto?

MV: Nell'immediato ci proponiamo di chiarire, attraverso il dialogo diretto con i soggetti interessati, in merito alle procedure autorizzative per gli IAFR (Impianti alimentati ad energie rinnovabili) e di strutturare al nostro interno delle commissioni tecniche costituite dai migliori specialisti nei vari campi tecnici in modo da poter intervenire in modo molto mirato.

Inoltre di proporre interrogazioni e partecipare ai tavoli tecnici istituzionali per far si che la classe dei professionisti tecnici contribuisca attivamente alla stesura delle normative sulle FER (Fonti energetiche rinnovabili) ed, infine, intendiamo coordinarci con gli albi ed i collegi professionali sparsi sul territorio italiano per poter esercitare, al bisogno, anche una azione capillare.

GB: Anche alla luce della recente introduzione della Robin Tax sulle rinnovabili, quale sarà a vostro parere l’evoluzione del settore in Italia nel medio e nel lungo termine?

La Robin Tax apparentemente colpisce le grosse società che fanno affari sull’energia,  temo che le conseguenze si ripercuoteranno sugli utenti finali; in generale l’evoluzione del settore avverrà solo se saranno favoriti i piccoli impianti, in quanto potrà finalmente avviarsi la “micro generazione distribuita” dell’energia elettrica. Le problematiche e gli ostacoli al cambiamento stanno tutti nella attuale impostazione del mercato e delle reti elettriche, asserviti alle grandi centrali. Le future reti elettriche dovranno essere intelligenti per sfruttare al 100% le potenzialità delle rinnovabili distribuite su tutto il territorio.

Paola Valeri

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