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rinn associazioni 250x166Si colloca al Sud oltre la metà delle rinnovabili italiane. Questo il risultato più significativo emerso dalla ricerca "Energie rinnovabili e territorio. Scenari economici, analisi del territorio e finanza per lo sviluppo", realizzata dalla Svimez e da Srm, (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno), presentata ieri a Roma.

Ben il 62% della potenza installata di fotovoltaico, eolico, biomasse e geotermico è, infatti, nelle regioni meridionali, con una quota di energia rinnovabile sul consumo per regione del 14,3% in Campania, del 18,1% in Puglia, del 30,2% in Basilicata, del 36,9% in Calabria, del 10,5% in Sicilia.

E, ormai si sa, le energie alternative rinnovabili contribuiscono in modo significativo anche alla creazione di nuovi posti di lavoro: alcune stime mostrano circa 100mila addetti al settore in Italia, di cui 25mila nelle biomasse, 10mila nell'eolico, poco meno di 6mila nel fotovoltaico.

Tra le regioni meridionali, a registrare le percentuali di produzione energetica verde più significative, ci sono la Puglia con il 17,7%, la Sicilia con il 13,2% e la Campania, 8,9%. In particolare, in Puglia si producono le maggiori quantità di energie rinnovabili, sia nel solare che nell'eolico e nelle bioenergie.

Anche le risorse finanziarie sono ingenti, come quelle comunitarie previste per le energie pulite dal POIN-Energia 2007-2013, con fondi per le rinnovabili nel Mezzogiorno di circa 780 milioni di euro e per le regioni del Sud (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia) di oltre 950 milioni di Euro.

"Solare, Eolico, Bioenergie, Geotermia sono tra le fonti pulite su cui l'Italia deve continuare ad investire per garantire crescita, occupazione ma anche innovazione ed internazionalizzazione. Le rinnovabili inoltre garantiscono la svolta ambientale di cui ha bisogno il nostro paese, che "soffre" della dipendenza dall'import delle fonti fossili", spiega in una nota, che con questa ricerca ha voluto "incoraggiare lo sviluppo di un sistema energetico competitivo, sottolineando il ruolo chiave che può e deve svolgere il Mezzogiorno in quanto territorio capofila in Italia per la grande disponibilità di risorse".

Secondo Srm-Svimez, sono però diversi i punti da migliorare per uno sviluppo delle energie verdi, come la definizione di un piano puntuale di sviluppo energetico di medio-lungo periodo, l'individuazione di una strategia sui sistemi di incentivazione volta a dare una maggiore certezza sui fondi disponibili e che sia burocraticamente più sostenibile, la razionalizzazione delle competenze pubbliche, dati i numerosi enti competenti in materia, o, ancora, la semplificazione delle procedure amministrative per l'installazione degli impianti.

"Riteniamo che l'espansione delle energie rinnovabili – ha detto nel corso del suo intervento Riccardo Padovani, Direttore Svimez- oltre a poter offrire un decisivo contributo all'allentamento di quel vincolo della "bolletta energetica" che così gravemente condiziona la competitività delle nostre imprese, possa costituire un'importante occasione di crescita nel campo della ricerca, dell'innovazione e per l'arricchimento della filiera produttiva nazionale, favorendo lo sviluppo di nuove attività in settori innovativi, con importanti ricadute occupazionali".

Roberta Ragni

 

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