Menu

Ilva Taranto: in arrivo il decreto d’urgenza per avviare la bonifica. Ma per Legambiente non basta

ilva bisDopo l'incontro con gli esponenti della Regione Puglia, il ministro Clini annuncia le prossime mosse per velocizzare l'iter di bonifica delle aree Ilva di Taranto.

Occhi puntati sul Tribunale di Taranto, dov'è iniziata l'udienza a porte chiuse sui ricorsi presentati dall'Ilva relativi al sequestro degli impianti dell'area a caldo e dove si deciderà la sorte dei dirigenti ed ex dirigenti arrestati il 26 luglio e oggi ai domiciliari.

Nelle scorse ore il ministro dell'Ambiente ha parlato di "emergenza nazionale", mentre il governo ha già sbloccato 336 mln di euro per tentare di risolverla. Occorre ingranare la quinta e allora si parla di un decreto per avviare la bonifica (oggi sarà nelle mani del Consiglio dei ministri) e di un procedimento che permetterà un'autorizzazione ambientale nuova.

Sarà la Regione a supervisionare il tutto, ma il decreto servirà ad accorciare decisamente i tempi e a rendere più snelle le procedure del protocollo d'intesa siglato il 26 luglio. I fondi sono peraltro a disposizione della stessa Regione grazie ad un protocollo politico approvato dal Cipe.

E sul decreto sono tutti d'accordo, parlamentari e sindacati. Occorre ora l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) e lunedì a Bari sarà la volta di un tavolo perché si proceda in questa direzione. Il presidente dell'impianto, Bruno Ferrante, ha comunicato che l'Ilva ritira il ricorso contro la riapertura dalla procedura imposto da Clini a seguito delle perizie sui danni da inquinamento già in mano del gip di Taranto. Si discuterà, dunque, e questi gesti sono il segnale di una volontà comune di placare le tensioni.

Non si sa bene cosa accadrà sul fronte della bonifica e quali impegni prenderà l'Ilva, ma sull'autorizzazione Ferrante è stato chiaro: "Non escludo la possibilità che si ragioni anche intorno alla possibilità di delocalizzare i parchi minerali del siderurgico. E' un progetto molto complesso, che andrebbe studiato e approfondito sotto molti punti di vista, ma questo dà il segno di come l'Ilva sia disponibile a discutere di tutto e con mente aperta. Abbiamo sempre rispettato la legge e i provvedimenti dell'autorità amministrativa. Ad esempio, la rete per il contenimento delle polveri che stiamo installando per ridurre l'impatto dei parchi minerali è una della prescrizioni dell'Aia".

Clini, da parte sua, ha sottolineato poi un'ulteriore possibilità: "Nel caso in cui l'azienda suggerisca dei progetti innovativi per la sperimentazione di soluzioni nuove per raggiungere obiettivi di qualità molto oltre le leggi nazionali, può esserci la possibilità di un contributo di risorse pubbiche nazionali ed europee". Dipende dall'Ilva, quindi, puntare sull'innovazione e mettere tutti d'accordo fornendo proposte valide e prendendo impegni concreti.

L'ottimismo è meno marcato tra le fila di Legambiente. "Per fermare l'inquinamento del suolo e delle falde è importante il provvedimento urgente di cui ha parlato il ministro Clini, ma per rispondere alle contestazioni della magistratura bisogna contrastare anche le emissioni che l'impianto continua a produrre", ha dichiarato il presidente Vittorio Cogliati Dezza.

Anna Tita Gallo

 

Aggiungi commento

Le idee e le opinioni espresse dai lettori attraverso i commenti a non rappresentano in alcun modo l'opinione della redazione e dell'editore. Gli autori dei messaggi rispondono del loro contenuto.

Codice di sicurezza
Aggiorna

Chi siamo

Network