Menu

carneIeri è iniziata ufficialmente la conferenza Rio +20, in cui i grandi della Terra si sono dati appuntamento per trovare soluzioni efficaci e sostenibili alla progressiva distruzione del Pianeta.

La Lav, Lega Anti Vivisezione, approfitta dell'occasione per ricordare che il consumo di carne, con il connesso utilizzo di risorse e il conseguente impatto ambientale, è uno dei fattori, ormai internazionalmente identificati a livello scientifico, di maggior peso sulla situazione climatica globale. Lo rivela chiaramente il rapporto "I costi reali del ciclo di produzione della carne", curato da Gaia Angelini.

Le previsioni vedono un aumento della richiesta di prodotti animali da parte dei Paesi  - come la Cina, l'India o il Brasile - che stanno raggiungendo, con le loro classi medie - un nuovo benessere, improntato purtroppo su un modello alimentare occidentale. "

Carne, carne, carne. Carne che, oltre ad incidere sull'aspetto ecologico della nostra vita, sulla nostra salute e sulla qualità dell'esistenza degli animali, rappresenta anche uno dei prodotti che ricevono più sussidi a livello di Politica Agricola Comunitaria europea", scrive l'associazione animalista in una nota.

Per sensibilizzare i consumatori  sui costi reali del ciclo di produzione della carne, la LAV ha presentato un vivace allestimento in piazza, preparato per illustrare al pubblico il problema causato dall'eccesso di consumo mondiale di carne, e la soluzione, rappresentata da una decisa virata del moderno lifestyle gastronomico verso i molteplici e versatili alimenti di origine vegetale, che nulla hanno da invidiare alle pietanze animali, la campagna Cambiamenu ha rallegrato la mattinata dei turisti e dei cittadini di passaggio nella prestigiosa location dell'Urbe.

"La Conferenza Rio +20 deve essere l'occasione per un accordo imperniato su misure efficaci per una svolta sul futuro del nostro unico Pianeta, tramite la riduzione degli impatti degli allevamenti intensivi sull'ambiente e sugli animali – ha dichiarato Paola Segurini, responsabile LAV Vegetarismo - Considerata la richiesta sempre maggiore di carne, come discutibile simbolo di raggiunto benessere, che proviene dai Paesi terzi, sta a noi consumatori, virare verso un deciso cambiamento di menu. Rio +20 deve essere il momento in cui le istituzioni, dopo centinaia di studi scientifici che lo confermano e lo consigliano, adottino politiche per un'alimentazione sostenibile su base vegetale".

Sulla base dell'analisi dell'Angelini, la LAV avanza una serie di proposte per una nuova politica alimentare "sostenibile", attuabile subito sia dai governi che dalle singole famiglie. Ecco il decalogo delle principali raccomandazioni che il legislatore nazionale e comunitario dovrebbero fare propri in una prospettiva collettiva di modello alimentare sostenibile:

1) Riconvertire gli allevamenti intensivi che si basano su processi di tipo industriale

2) Abolire i sussidi che incentivano la produzione di carne al fine di ridurne in modo significativo  la produzione; incentivare la produzione di proteine vegetali per il consumo umano anziché per mangimi.

3) Abolire l'esportazione e importazione di animali vivi da paesi non-EU e i sussidi che li sostengono.

4) Promuovere tramite la Riforma della PAC, la produzione e il consumo di proteine vegetali anziché la carne come alternativa responsabile e sostenibile da un punto di vista ambientale, economico ed etico.

5) Dedicare alle proteine vegetali una linea di finanziamento nel quadro finanziario della PAC e spostamento dei sussidi alla carne verso le proteine vegetali, fino all'abolizione di qualsiasi contributo alla filiera zootecnica.

6) Effettuare studi tecnici internazionale indipendenti sulle emissioni di gas serra associate al ciclo di produzione della carne.

7) Includere le emissioni di CO2  del ciclo di produzione della carne nel sistema europeo di scambio dei diritti d'emissione e nei negoziati internazionali.

8) Fissare chiari obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 dal ciclo di produzione della carne.

9) Introdurre una tassa sulle emissioni di CO2 provenienti dalla zootecnia.

10) Introdurre una normativa di etichettatura e tracciabilità della carne e prodotti carnei in modo che i consumatori possano riconoscere senza sforzo la provenienza dell'animale, dove sia stato eventualmente trasportato, come e dove sia stato allevato, quanti chilometri abbia percorso in vita e dove sia stato ucciso e macellato. Inoltre l'etichettatura dovrà chiaramente specificare i metodi di allevamento utilizzati. Questo aiuterà a guidare i consumatori verso una scelta responsabile.

Per leggere il rapporto "I costi reali della carne" clicca qui.

Roberta Ragni

Aggiungi commento

Le idee e le opinioni espresse dai lettori attraverso i commenti a non rappresentano in alcun modo l'opinione della redazione e dell'editore. Gli autori dei messaggi rispondono del loro contenuto.


Codice di sicurezza
Aggiorna

Chi siamo

Network