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rio20Quarantanove pagine e 283 articoli per lo sviluppo sostenibile. Così la dichiarazione finale del vertice Rio+20 mette nero su bianco la green economy del domani, alla chiusura di un vertice che si è svolto all'insegna delle polemiche.

Le associazioni ambientaliste e la società civile si dicono amaramente deluse per questa "occasione sprecata", ma il ministro Clini è soddisfatto, soprattutto per l'intesa raggiunta con il ministro brasiliano per l'energia per progetti comuni "sostenibili" nei Paesi in via di sviluppo.

 "Rio+20 era una Conferenza sulla vita; sulle future generazioni; sulle foreste, gli oceani, i fiumi e i laghi da cui tutti noi dipendiamo per avere cibo, acqua ed energia. Era una Conferenza per affrontare la pressante sfida di costruire un futuro che ci possa sostenere", spiega  il direttore generale del WWF Jim Leape in una nota.

"Sfortunatamente –continua Leape- i leader del pianeta riuniti qui hanno perso di vista questa urgente motivazione. Ma l'urgenza di agire non è cambiata. E la buona notizia è che lo sviluppo sostenibile è una pianta che ha messo radici; crescerà nonostante la debole leadership politica qui a Rio. Abbiamo visto dei leader farsi avanti a Rio, semplicemente non è stato nell'ambito dei negoziati: un'emozionante leadership cresce nelle comunità, nelle città, nei governi e nelle imprese che stanno gettando le fondamenta per proteggere l'ambiente, alleviare la povertà e portare il pianeta verso un futuro più sostenibile."

Sull'Europa, Mariagrazia Midulla, responsabile policy Clima ed Energia WWF Italia, che ha seguito i negoziati a Rio, ha aggiunto:  "l'Europa si è presentata a Rio con proposte relativamente ambiziose, pure ben poche di queste proposte sono sopravvissute nel testo finale. È chiaro che il ruolo della UE è cambiato nel contesto globale, e che oggi le economie emergenti hanno assunto un ruolo politico nuovo e primario. Per questo, l'autorevolezza politica europea non può che risiedere nella forza dell'esempio".

Ma per il ministro dell'Ambiente Clini le polemiche non hanno ragioni di esistere: "in un momento di crisi economica così profonda, che la comunità internazionale si ritrovi su un unico documento è davvero un fatto storico. Non capisco come possano continuare a girare commenti delusi e negativi", ha commentato Clini, soddisfatto soprattutto dell'accordo bilaterale per promuovere nei Paesi in via di sviluppo, la diffusione dell'energia sostenibile che ha firmato con il ministro brasiliano dell'Energia, Edson Lobao.

L'intesa, che giunge a valle di 5 anni di intensa collaborazione italo-brasiliana nella co-presidenza della "GlobalBioEnergy Partnership",  prevede iniziative congiunte per valorizzare le competenze delle imprese italiane e brasiliane nel settore delle fonti innovative di energia. Ora le imprese italiane potranno affiancare quelle brasiliane che investono in Paesi del "Sud del Pianeta" per incentivare lo sviluppo sostenibile.

"Le imprese italiane e brasiliane del settore dell'energia sostenibile – ricorda il ministro Clini in una nota-  sono tra le più avanzate al mondo nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie a basso impatto ambientale e possono offrire ai Paesi in via di sviluppo strumenti per ridurre la loro dipendenza da fonti energetiche inquinanti e costose e per aiutare la crescita economica e sociale, cioè l'uscita dalla povertà, uno dei temi centrali della Conferenza che si sta chiudendo a Rio de Janeiro".

Roberta Ragni

 

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