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nucleare stopDefinitivo addio all'atomo in Germania. La cancelliera federale Angela Merkel non torna indietro e cerca nuove soluzioni energetiche per supportare la decisione presa dopo il disastro di Fukushima di chiudere tutte le 17 centrali del paese, di cui quasi metà non aveva superato gli stress test dei mesi scorsi.

Ma per l'"Energiewende", la conversione energetica, saranno necessari pesanti investimenti, soprattutto per potenziare la rete di distribuzione.

"La svolta nella politica energetica che decidemmo un anno fa è pienamente fattibile", ha dichiarato la Merkel, che ha rimesso mano al piano che i Verdi e la Spd avevano realizzato ben prima dell'incidente nucleare giapponese per far uscire la Germania dal nucleare.

E si tratta di un piano che prevede investimenti da 32 miliardi da qui al 2022, di cui 20 miliardi saranno destinati alla realizzazione della famosa smart grid, ovvero la griglia energetica nazionale che permetterà di raggiungere ogni angolo della Germania da una rete alimentata dalle rinnovabili. Il resto dei fondi serviranno per incrementare il parco delle centrali ad energia pulita. Certo, il nuovo impegno infrastrutturale richiederà un grande coinvolgimento dei cittadini in questo processo, dice il presidente della Terna tedesca, e i problemi che si prospettano non sono di facile soluzione, come quello degli investimenti certi e puntuali.

"É importante – ha detto Angela Merkel – che la diffusione delle energie rinnovabili, il loro trasferimento attraverso le reti e la sicurezza dell'approvvigionamento siano supportate da finanziamenti". Il presidente di Tennet, Martin Fuchs, ha già spiegato che bisognerà costruire nuove linee elettriche per una lunghezza totale di oltre 3800 chilometri, con l'aggiunta della modernizzazione di altri 4mila chilometri già esistenti.

Ma la Germania ha deciso: il 33% del fabbisogno energetico nazionale coperto dal nucleare verrà assorbito dalle rinnovabili, con una piccola parte coperta dal gas. Un impresa in parte già spianata, visto che oggi nella prima economia europea  le fonti pulite coprono più del 30%, con picchi fino al 50%. Ora l'obiettivo è arrivare entro il 2022, data di spegnimento dell'ultima centrale, a una copertura delle rinnovabili che possa arrivare al 70-80%.

Insomma, in Germania si stanno ponendo le fondamenta di una vera e propria rivoluzione, mentre in Italia le idee sul futuro energetico del paese, nonostante le nostre eccellenze,  restano ancora piuttosto confuse.

Roberta Ragni

 

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