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immagineLa loro unione è destinata a cambiare per sempre l'assetto dell'intero sistema del comparto biologico italiano, e non solo: CCPB srl e l'Istituto Mediterraneo di Certificazione (IMC) daranno vita a un organismo di certificazione altamente qualificato e di elevata specializzazione, unico all'interno del panorama nazionale e internazionale.

Si tratta di una fusione strategica di carattere virtuoso, realizzata unicamente con lo scopo di ottimizzare e sviluppare asset e competenze ai massimi livelli d'eccellenza e operatività. "È la prima volta che – in Italia, in questo settore – due società di tale importanza decidono di unire le proprie forze per garantire la tutela di tutti i sistemi produttivi che credono nell'attività di ispezione e certificazione come elemento di qualificazione dei propri servizi e dei prodotti", spiega una nota.

Si ufficializza così il vincolo inscindibile tra due realtà leader del comparto bio italiano, la cui partnership è iniziata più di 10 anni fa sviluppando sinergie e condividendo strategie prevalentemente nel settore dell'agroalimentare biologico, ma che ora insieme creano un nuovo player destinato a giocare un ruolo determinante e di primissimo piano in un campo in continua espansione ed evoluzione dinamica.

Fondata nel 1995, IMC è un'azienda privata in possesso di autorizzazioni pubbliche e di accreditamenti internazionali per lo svolgimento di attività di certificazione per i settori dell'Agricoltura, dell'Agro-Alimentare, della Ristorazione, del Turismo e delle Denominazioni di Origine dei Vini di Qualità nata dall'esperienza della Associazione Marchigiana Agricoltura Biologica (AMAB).

CCPB srl è, invece, un organismo di ispezione e certificazione fondato nel 1988 da un gruppo di aziende operanti nei settori della produzione, della trasformazione e della distribuzione di prodotti agricoli e alimentari ottenuti con il metodo dell'agricoltura biologica, con lo scopo di fornire le migliori garanzie ai consumatori e al mercato; l'attività di certificazione oggi riguarda anche prodotti "no food" ottenuti nell'ambito della produzione biologica e in quella eco-compatibile, comparti in cui CCPB è attivo quali il settore del tessile, della cosmesi, della detergenza e in quello delle aree verdi coltivate con metodi biologici.

Nell'orbita del "nuovo" CCPB rientrano circa 9000 aziende certificate, 80% delle quali certificate per il solo settore biologico (tra queste affermati gruppi dell'industria agroalimentare, grande distribuzione, piccole e medie imprese); a fronte di tali numeri, si stima che circa un terzo del fatturato complessivo del comparto biologico italiano verrà certificato dal nuovo CCPB.

Sul fronte internazionale, CCPB è autorizzato e accreditato per certificare prodotti bio nell'Unione Europea (in conformità al regolamento CE 834/2007) e per offrire alle aziende agroalimentari la certificazione necessaria per esportare in Usa, Giappone, Canada, Svizzera, Brasile, Corea del Sud e tutti i più importanti mercati internazionali. È inoltre un organismo riconosciuto dalla Commissione UE a certificare in equivalenza al Reg CE 834/2007 prodotti biologici per i principali Paesi della macroarea mediterranea, dell'Asia (Cina compresa) e dell'America Latina.

Il nuovo CCPB, che raccoglie l'eredità mediterranea costruita grazie alla felice intuizione di IMC, assumerà così il ruolo di capogruppo delle 5 società di certificazione sparse nel Mediterraneo e autorizzate dai rispettivi Ministeri dell'Agricoltura: IMC Egitto, IMC Tunisia, IMC Turchia, IMC Libano e IMC Marocco.

Dati estremamente incoraggianti arrivano anche sul versante delle prospettive future. Attualmente CCPB e IMC ogni anno sostengono complessivamente costi per analisi di laboratorio di circa 200.000 euro; circa il 10% del loro fatturato totale (che attualmente si aggira intorno agli 8 milioni di euro) viene destinato a investimenti in Ricerca e Sviluppo, al fine di offrire ulteriori opportunità negli ambiti della formazione, della nascita di nuovi servizi e di schemi di certificazione in grado di far fronte a un mercato in continua evoluzione.

L'unione di queste due realtà permetterà dunque di aumentare le risorse riservate anche a questo contesto, nel quadro dell'attività globale di un nuovo organismo in grado di ridisegnare le linee future della certificazione nel settore biologico e di sostenerne i principi di qualità, innovazione e credibilità nel settore della certificazione di prodotto ed in particolare nell'ottica della sostenibilità.

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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