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riforma biologico europeoRiforma del biologico e introduzione della nuova PAC. L’Europa si prepara ad affrontare numerosi cambiamenti. Il timore è però che il nuovo regolamento europeo sul biologico possa scoraggiare gli operatori già attivi e coloro che in futuro vorrebbero entrare a fare parte del settore.

Lo scorso marzo la Commissione Europea ha varato una proposta di regolamento che modifica l’attuale norma comunitaria sull’agricoltura biologica (reg. CE 834/2007). Tale proposta verrà discussa e approvata entro il 2017.

Alla vigilia del semestre europeo presieduto dall’Italia, i principali protagonisti del settore si sono riuniti per discutere di come dare un contributo importante affinché il nuovo regolamento sia il più efficace e moderno possibile. In occasione dell’annuale assemblea di bilancio, CCPB e Consorzio Il Biologico hanno aperto il confronto con aziende e addetti ai lavori.

Fabrizio Piva, amministratore delegato di CCPB, ha illustrato alcuni punti critici. Mentre oggi il punto di forza del biologico è nella visione d’insieme di tutto il processo di produzioni di qualità, con il nuovo regolamento europeo si rischia di depotenziare le attività di controllo e certificazione, in un approccio basato solo sulla sicurezza igienico sanitaria.

Il Mipaaf ha avviato una serie di consultazioni con imprese, loro associazioni, organismi di certificazione e altre autorità nazionali e regionali per pervenire a una posizione nazionale forte e in linea con le esigenze di un paese che in materia di produzione biologica primeggia a livello UE.

Secondo Francesco Giardina (Mipaaf - Sinab) la riforma manca di un approccio “che vede il biologico al centro dello sviluppo rurale Europeo e che crei le condizioni per i produttori europei di beneficiare di ulteriori sviluppi del mercato”.

La nuova riforma renderebbe la vita più difficile alle aziende miste che producono sia bio che convenzionali. Secondo Roberta Chiarini, il 18% delle imprese regionali del biologico potrebbe essere a rischio. Ifoam non ritiene accettabile la proposta così come è ora e spera dunque in un miglioramento del regolamento. Tutti i soggetti coinvolti nella discussione lavoreranno insieme nei prossimi mesi affinché le critiche al regolamento vengano recepite e la riforma del biologico possa diventare un’opportunità positiva per l’intero settore.

Marta Albè

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