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riforma biologico biodistrettiLegge sull’agricoltura biologica, un importante contributo dalla Toscana. Martedì 15 luglio la Commissione Agricoltura si è riunita per esaminare la proposta di legge sulla riforma della normativa nazionale sull’agricoltura biologica e della proposta di regolamento dell’Unione Europea per quanto riguarda la produzione e l’etichettatura dei prodotti bio.

Sono intervenuti il professor Silvio Franco, ricercatore in economia e gestione delle imprese dell’Università della Tuscia e i rappresentanti dei biodistretti di Cilento, Greganico, Via Amerina e Forre, del Greve in Chianti, di San Gimignano, della Val di Gresta, della Val di Vara, delle Valli Valdesi e del Piceno.

Dai biodistretti toscani del Chianti Storico, di Greve e di San Gimignano è giunto un importante contributo sulla nuova legge dedicata all’agricoltura biologica. A parere di Susanna Cenni, parlamentare del Pd alla Camera e membro della Commissione Agicoltua, l’audizione di ieri è stata molto utile per affinare il lavoro relativo alla riforma:

“Il contributo fornito dai modelli di sviluppo ecosostenibili presenti in Toscana sarà fondamentale per arrivare a un testo moderno, efficace e che posa garantire, attraverso la leva dell’agricoltura biologica, un reale sviluppo economico al settore. Per quanto riguarda le tre realtà toscane si tratta di esperienze nate dal basso, attraverso il coinvolgimento delle comunità locali, delle istituzioni, dei produttori e delle associazioni”.

Si tratta di progettualità fortemente partecipate che a suo parere serviranno a garantire una buona base di partenza per il futuro agricolo del nostro Paese. Un futuro che si dovrà fondare sulla gestione sostenibile delle risorse fra tradizione, innovazione e tutela della qualità. L’esperienza dei tre biodistretti toscani si è rivelata fondamentale per affinare il lavoro legislativo.

Grazie ai biodistretti la Toscana attraversa un vero e proprio boom del bioologico. Dove sono presenti i biodistretti, infatti, 1 campo su 3 è bio. Nel Chianti Classico e a San Gimignano il 33% della superficie agricola è coltivata secondo i principi dell'agricoltura biologica, come ha rivelato di recente la ricerca “Bio Pride – Orgogliosi di essere Bio".

Panzano in Chianti è l'esempio emblematico. Qui l’83% dei vigneti coltivati è biologico, per un totale di 500 ettari su 600. È stato il primo biodistretto vitivinicolo costituito in Europa, un vero e proprio progetto pilota che si è rapidamente diffuso nei territori circostanti e che è stato portato ad esempio anche in altre zone viticole italiane.

Marta Albè

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