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Riforma del biologico in Europa. Nella giornata di ieri, mercoledì 17 giugno, in Lussemburgo è stato raggiunto un accordo sulla proposta di regolamento in materia di agricoltura biologica, a conclusione del Consiglio Agrifish.

Nella nuova riforma del biologico sono previsti alcuni cambiamenti importanti rispetto alla normativa attuale, a partire dalla modifica del regime di importazione dei prodotti biologici. L'Italia ha fortemente voluto e richiesto una maggiore protezione da questo punto di vista.

Per questo motivo in futuro i prodotti bio potranno essere importati soltanto se saranno completamente conformi alle norme produttive europee o provenienti da Paesi con cui siano stati stretti accordi di reciprocità. Si tratta di un incremento delle garanzie per i produttori europei sul mercato internazionale. Nello stesso tempo ai consumatori verrà garantita maggiore trasparenza.

Un'altra novità importante riguarda le certificazioni. Il nuovo regolamento del biologico vuole introdurre le certificazioni di gruppo per consentire alle piccole aziende produttrici del biologico un più facile accesso ad esse. Molte piccole aziende rinunciano alle certificazioni bio per via dei costi da sostenere.

Per le aziende agricole biologiche europee sarà obbligatorio ricevere un'ispezione all'anno. È anche previsto un dilazionamento delle ispezioni per un massimo di trenta mesi, ma solo per le aziende a basso rischio.

Al momento secondo Confagricoltura si tratta però di una vittoria a metà. "L'approvazione dell'intesa sull'agricoltura biologica firmato al Consiglio dei ministri agricoli della UE è una vittoria a metà che non ci soddisfa pienamente". È il commento di Confagricoltura, in relazione alla riforma dell'agricoltura biologica che ora passa all'Europarlamento.

Secondo Confagricoltura il testo definito va considerato favorevolmente perché rappresenta un passo avanti importante in una riforma fortemente voluta dal mondo bio e dai consumatori, evitando così di affossarla così come tentavano di fare i paesi importatori del Nord Europa. Va giudicato, invece, con sfavore laddove perdura l'incertezza sul sistema dei controlli che favorisce solo quei Paesi che importano materie prime da fuori Europa, per trasformarle in prodotti biologici.

"Il blocco di Germania, Olanda, Danimarca non ha evidentemente interesse a costruire un sistema europeo del biologico" - continua Confagricoltura – "lasciando che questioni importanti, come l'armonizzazione dei limiti tecnici di residui, siano stabilite, in modo arbitrario e confuso, dagli innumerevoli enti di certificazione dei loro Paesi. L'Italia è l'unica nazione europea dove vige una legislazione armonizzata sui residui, importante fattore di sicurezza e trasparenza per i consumatori".

Anche altre questioni importanti, come l'approvvigionamento delle sementi biologiche e l'aumento delle burocrazia, previste dal testo approvato ieri dal Consiglio, non soddisfano le richieste di Confagricoltura.

A parere di Federbio: "Il compromesso votato oggi dal Consiglio agricolo è un ulteriore passaggio intermedio di un percorso di riforma che potrà concludersi utilmente solo se proseguirà lo sforzo congiunto di istituzioni e organizzazioni del settore biologico a livello europeo per trovare il giusto equilibrio fra l'esigenza di rafforzare le garanzie per il mercato e consentire al tempo stesso l'ampliamento della base produttiva agricola biologica in Europa, per far fronte a una domanda crescente di alimenti biologici e agricoltura priva di chimica di sintesi".

Federbio spiega che il testo votato oggi, se da un lato rassicura sul cambio di approccio rispetto a aspetti fondamentali, come ad esempio il campo di applicazione della norma e le competenze in materia di controllo e certificazione, dall'altra mette ancora più l'Italia in una posizione diversificata rispetto al resto dell'Unione Europea in materia di soglie di residui di prodotti non ammessi, essendo l'unico Paese che ha una norma specifica a riguardo, e sugli standard dei controlli.

Federbio confida dunque sul lavoro che dovrà fare anche il Parlamento europeo attraverso il trilogo con il Consiglio e la Commissione per ulteriori passi in avanti in materia di rafforzamento dei controlli, in particolare per le importazioni, e chiediamo al Governo italiano di operare una forte azione di semplificazione normativa e amministrativa che rimetta gli operatori italiani nelle stesse condizioni di competizione dei loro omologhi europei. Il prossimo momento di confronto è previsto proprio per oggi, 18 giugno, ad Expo presso il Padiglione della Biodiversità.

Marta Albè

Fonte foto: mercola.com

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