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truffa fertilizzanti bio

Una nuova truffa coinvolge purtroppo il mondo del biologico. In Italia 365 esercizi commerciali hanno acquistato dei fertilizzanti destinati all’agricoltura biologica per lo più provenienti dalla Cina e dall’India.

Questi fertilizzanti sono risultati molto pericolosi per la salute e non conformi alle leggi vigenti. Per fortuna, come sottolinea Aiab, la truffa è stata sventata dalle autorità, segno che i controlli esistono, anche se andrebbero comunque potenziati per impedire che prodotti spacciati come adatti all’agricoltura bio arrivino nel nostro Paese.

I falsi fertilizzanti bio sono stati acquistati presso un’azienda di Ravenna che ha delle sedi anche a Rimini. Questi prodotti contengono sostanze inadatte all’agricoltura biologica. L’operazione della Guardia di Finanza ha avuto inizio in Sardegna, a Cagliari, e si sta estendendo in tutta Italia con l’attività investigativa denominata Alga Avvelenata.

I finanzieri hanno già sequestrato 8,5 tonnellate di prodotti e la documentazione contabile della sede amministrativa dell’azienda romagnola che si occupa dell’importazione in Italia dei fertilizzanti.

Ora i controlli stanno interessando più di 60 province italiane e diverse regioni, con il coinvolgimento, tra le altre, di Parma, Lecce, La Spezia, Genova, Imperia e Savona.

Il commercio di questi prodotti è vietato sia in Italia che in Europa poiché contengono sostanze neurotossiche e perché sono considerati pericolosi per la salute umana, per gli animali e per l’ambiente. I prodotti in questione vengono commercializzati come adatti all’agricoltura biologica, biodinamica e convenzionale, anche se in realtà non lo sono.

Per Aiab si tratta di "Un'ulteriore dimostrazione di quanto l'intero settore faccia gola alle varie facce della criminalità e di quanto sia importante essere attenti e prendere le dovute precauzioni" – come ha spiegato il presidente Vincenzo Vizioli.

Per tutelare le aziende biologiche dalle sempre più frequenti truffe nel settore, Aiab ha da poco introdotto il marchio "mezzi tecnici", che fornisce un ulteriore elemento di sicurezza per i consumatori e di trasparenza per chi produce biologico. Il marchio, infatti, rappresenta lo standard per il processo di produzione di "mezzi tecnici" (che comprendono, tra l’altro, proprio i fertilizzanti) che garantisce un attestato di qualità per i prodotti già ammessi in agricoltura biologica.

Marta Albè

Fonte foto: Future Food

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