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biol 2016

Il Premio Biol è giunto quest’anno alla 21esima edizione. Il concorso internazionale per selezionare il miglior olio extravergine bio vede sul podio Toscana, Spagna e Puglia.

Al primo posto troviamo ex aequo l’olio fiorentino Guadagnolo della Fattoria Ramerino e l’olio andaluso Picual dell’azienda spagnola Castillo de Canena. Al terzo posto ecco l’olio pugliese Eccelso dell’azienda andriese Agrolio, che si è aggiudicata anche il Biol Puglia e il Biol Coratina.

Questi dunque i tre migliori extravergini bio selezionati su 401 prodotti in gara provenienti da 16 Paesi. Inoltre, ad aggiudicarsi il Premio BiolPack (miglior accoppiata etichetta-packaging assegnato da una specifica giuria di esperti in comunicazione e marketing) è stato l’olio spagnolo Soleale, che grazie alla sua etichetta anche in braille ha prevalso sul portoghese Reserva de Familia e sul viterbese “Tamìa” della coop. Colli Etruschi.

L’ex aequo del primo posto, come ha specificato il coordinatore del Biol Nino Paparella, si deve ad almeno 3 fattori combinati: cicli di assaggi anonimi, schede di valutazione estremamente articolate per complessità di parametri e una giuria internazionale di ben 31 esperti. Si tratta di un mix che può portare a un caso raro di votazioni finali coincidenti fino all’ultimo decimale.

Le eccellenze in gara, secondo Paparella, confermano come l’agricoltura biologica e biodinamica siano fondamentali non solo sotto i profili etici e ambientali, ma anche per migliorare la qualità del prodotto. Principio confermato anche a livello locale, visto l’alto profilo dei pugliesi ‘padroni di casa’: oltre al citato terzo posto, emblematico il premio Biol Salento al “Tenuta Tresca” dell’omonima azienda di San Cassiano.

Si tratta di un riconoscimento importante all’olivicoltura della Puglia, una terra che, pur lottando con la Xylella, regala oli di grandissimo pregio. Il Premio Biol è patrocinato da Ministero delle Politiche Agricole, Comune di Lecce, Ifoam, Agribio Mediterraneo, Associazione BiolItalia e Consorzio Puglia Natura.

Marta Albè

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