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biologicoIl mercato del biologico è caratterizzato da un forte dinanismo grazie soprattutto al contributo di Paesi di rilievo, nel panorama europeo, come Germania, Francia e Regno Unito, ma anche alla forte richiesta di altre nazioni, in particolare del Nord Europa, come Svezia e Danimarca.

È quanto emerge da un'indagine realizzata da Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) e Firab (Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica) e presentata oggi a Norimberga, nell’ambito della manifestazione Biofach 2012.

Si tratta un report sull'export di prodotti bio nei mercati Ue, condotta presso un campione ragionato di 100 aziende del comparto biologico con forte orientamento all’esportazione.

Tra i Paesi extra-Ue i principali sbocchi commerciali sono rappresentati, per il bio made in Italy, da Svizzera, Usa e Giappone, mentre rivestono un ruolo ancora marginale mercati potenzialmente interessanti come Canada, Russia e Cina.

Anche in prospettiva le aziende sembrano orientate positivamente. Per una buona metà del campione (il 55%) l’attività di esportazione dovrebbe infatti confermare la tendenza alla crescita, anche a un tasso sostenuto, mentre solo il 3% delle aziende si è espresso in senso negativo, prevedendo al contrario un rallentamento delle vendite all’estero.

Dall’indagine emerge anche un’elevata propensione da parte della aziende alla ricerca di nuovi sbocchi commerciali. Il grosso degli sforzi sembra al momento concentrarsi sui paesi emergenti, in particolare Russia, Cina, India e Brasile, quelli che in questa fase, a giudizio degli operatori, riservano le migliori potenzialità di crescita.

Dall’indagine emerge, quindi, che il mercato del bio italiano gode, oltre frontiera, di buona salute e che il settore non sta risentendo della crisi, continuando anzi a crescere, grazie anche a prezzi stazionari, posizionati su livelli medio-alti rispetto ai principali competitor. Peraltro, con l’accesso ai mercati emergenti si potrebbero aprire nuovi e ulteriori spazi per le aziende, con buone possibilità di consolidamento della presenza del biologico italiano nel Mondo.

Redazione GreenBiz.it

 

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