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prodotti biologici numeri biologicoLa crescita del biologico si conferma anche per il 2013. I dati positivi riguardano sia l’Italia che l’Europa. La fine dell’anno è ancora una volta il momento di tirare le somme e di stilare un bilancio per quanto riguarda lo sviluppo del settore. Ecco dunque i numeri del biologico emersi dagli studi pubblicati negli ultimi giorni da Ismea e dalla Commissione Europea.

Il più recente bollettino trasmesso da Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, pone in risalto la crescita dei consumi domestici di prodotti bio confezionati venduti attraverso la grande distribuzione. L’incremento è pari al 7,9% per il 2013 rispetto al mese di settembre 2012.

La crisi economica negli ultimi anni ha influito negativamente sulle vendite dei prodotti alimentari, ma il biologico ancora una volta è riuscito a resistere alla recessione, confermando la fiducia dei cittadini nella qualità dei prodotti certificati. Ismea ha registrato un calo complessivo delle vendite, per lo stesso periodo, pari all’1,8% rispetto al 2012.

In riferimento al prezzo all’origine, sulla base dei dati Ismea, il biologico rispetto al convenzionale registra una certa inflazione, soprattutto relativamente a frumento, olio d’oliva, latte e uova, mentre in altri comparti, come ortofrutta, carne bovina e suina, la dinamica dei prezzi bio risulta in linea con quella dei prezzi degli altri prodotti.

Per quanto riguarda i negozi specializzati, l’aumento tendenziale è dovuto soprattutto ai comparti lattiero-caseario e dei derivati dei cereali. Gli incrementi maggiori per le vendite all’interno della grande distribuzione hanno interessato prodotti come biscotti, dolciumi, snack e uova, con risultati ben superiori alla media.

In merito all’UE, la Commissione Europea ha da poco pubblicato il rapporto ”Facts and figures on organic agriculture in the European Union”, che fornisce una panoramica sull’agricoltura biologica in Europa. In tutta l’UE, come emerge dai dati raccolti, sono presenti oltre 186 mila aziende biologiche, che risultano spesso di superficie maggiore rispetto alle realtà convenzionali, e che sono guidate da manager più giovani.

“Il rapporto dell'UE si apre dicendo che sempre più europei vogliono che il loro cibo sia diverso” - ha dichiarato Fabrizio Piva, amministratore delegato CCPB, organismo di certificazione per prodotti biologici ed eco-sostenibili. “Noi crediamo che l'agricoltura biologica possa produrre un cibo migliore, più salubre, più rispettoso dell'ambiente ed essere una risorsa per l'economia europea”.

Dal 2002 al 2011, la superficie agricola europea coltivata secondo metodi biologici è quasi raddoppiata, passando da 5,7 a 9,6 milioni di ettari, che rappresentano il 5,4% del totale. L’espansione del biologico riguarda anche i Paesi che hanno aderito all’Ue nel 2004. Nel periodo 2002-2011 all’interno di essi si è infatti registrato un tasso di crescita annuale della superficie coltivata a biologico del 13%, mentre le aziende sono aumentate di dieci volte dal 2003 al 2010. Nel complesso, nell’ultimo decennio la superficie agricola biologica europea è cresciuta di 500 mila ettari all’anno.

Marta Albè

GreenBiz.it

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