Menu

riforma del biologico europaCambiamenti in vista per il biologico in Europa. La Commissione Europea si prepara a varare la proposta di riforma del biologico il prossimo 19 marzo. Pare che Bruxelles miri ad obiettivi ambiziosi. Si tratterà dunque di una vera e propria rivoluzione del biologico? Ci si attendono, innanzitutto, regole più chiare e meno deroghe. La riforma del biologico si affianca all'introduzione della nuova PAC. Si preanninciano dunque numerose novità per l'agricoltura europea.

La nuova riforma era stata preannunciata già lo scorso anno e avrebbe dovuto essere approvata entro la fine del 2013, ma il varo è poi slittato a marzo 2014. La Commissione Europea mira ad introdurre delle modifiche riguardanti la legislazione per l’agricoltura biologica all’interno dell’Unione.

Si preannunciano regole più severe per quanto concerne l’attività degli organismi di controllo sulla produzione biologica, probabilmente anche alla luce delle frodi alimentari che hanno interessato l’Europa nel corso degli ultimi mesi. La proposta dovrebbe riguardare soprattutto i regolamenti relativi alla produzione e ai controlli di sicurezza.

È possibile che vengano introdotte regole più definite per quanto riguarda le importazioni. Sembra proprio che per l’Unione Europea sia arrivato ufficialmente il momento di basare il proprio sviluppo sull’agricoltura biologica e sul commercio dei prodotti ottenuti secondo metodi rispettosi dell’ambiente. Il biologico, in Italia e in altri Paesi europei, risulta infatti l’unico settore davvero in crescita e in espansione nonostante la crisi.

L’Europa può contare infatti sulle richieste di prodotti biologici certificati provenienti dai Paesi esteri. Sono proprio le esportazioni dei prodotti bio a marchio UE ad aver contribuito alla stabilità del settore nonostante la congiuntura economica negativa. La Commissione Europea intende dunque eliminare gli ostacoli allo sviluppo dell’agricoltura biologica sul territorio dei Paesi UE, soprattutto grazie a regole più chiare e definite.

Il biologico è l’unico settore in cui la domanda continua a risultare superiore all’offerta nonostante la crisi. Il suo valore è in crescita progressiva già dal 2008 ed ha registrato un incremento del 7-8% annuo. La Commissione mira a rendere più severi gli standard europei ed a stabilire norme omogenee per la produzione, in modo da rendere la concorrenza tra i vari Stati e le aziende UE il più possibile leale.

Le nuove regole non riguarderanno soltanto l’agricoltura biologica e la relativa produzione alimentare, ma anche il settore della trasformazione dei prodotti bio. Infatti fino ad ora l’Unione Europea non ha stabilito norme in proposito valide per tutti gli Stati, mentre l’Italia si distingue poiché può contare già sul proprio regolamento nazionale.

Maggiori controlli, soprattutto sulle importazioni di prodotti bio da Paesi terzi, contribuiranno ad incrementare la fiducia dei consumatori. Se l’Italia accetterà di adeguarsi ai regolamenti, potrà mirare ad una posizione di leadership sul mercato europeo, anche contando sulla fama dei prodotti Made In Italy, già molto apprezzati all’estero.

Marta Albè

Leggi anche:

Nuova Pac: la Guida online di Inea alla riforma della politica agricola comune

GreenBiz.it

Network