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petrolio carbone finitiLe riserve di combustibili fossili del Regno Unito stanno per esaurirsi. Entro i prossimi 5 anni, decisamente prima della data del 2020, le riserve di gas, petrolio e carbone britanniche raschieranno il fondo se i paesi europei non avvieranno delle politiche energetiche a favore delle rinnovabili. Anche Francia e Italia a rischio.

Lo ha dimostrato il rapporto “Country Resource Maps” del Sustainability Global Institute (GSI) della Anglia Ruskin University. Numeri alla mano, la Gran Bretagna ha petrolio per appena 5,2 anni, carbone per 4,5 e tre anni di gas residuo in base a dati del 2010 delle riserve note messi in relazione con i tassi di consumo attuali.

La sicurezza energetica del Regno Unito è a rischio a meno che l'Europa non affonderà il piede sull'acceleratore delle energie rinnovabili. Non va meglio nel resto del Vecchio Continente.

In Francia, se possibile, la situazione è addirittura peggiore, con meno di un anno diriserve conosciute di petrolio, gas e carbone, mentre l'Italia ha meno di un anno di gas e carbone, e solo un anno di petrolio. La Germania ha oltre 250 anni di carbone, ma meno di un anno di petrolio e solo due anni di gas.

Secondo i ricercatori, se questi paesi non riuscissero ad incrementare le fonti nazionali di energia diventeranno sempre più dipendenti dalle importazioni da paesi come la Norvegia, il Qatar e Russia. Quest'ultima avrebbe oltre 50 anni di petrolio, oltre 100 anni di gas e circa 500 anni di carbone nelle loro riserve finora conosciute. Un potenziale enorme che purtroppo è a svantaggio della sicurezza energetica, come hanno mostrato di recente i fatti che hanno coinvolto Ucraina e Russia, dopo l'annessione della Crimea.

Carbone, petrolio e gas in Europa si stanno esaurendo e abbiamo bisogno di alternative”, ha detto il professor Victor Anderson del GSI. Secondo l'esperto, il Regno Unito, insieme al resto d'Europa, ha urgente bisogno di ampliare le fonti rinnovabili di energia basate sul vento, sulle maree e sul sole.

L'UE ha speso 545 miliardi di euro per importare combustibili nel 2012 ed attualmentedipende per circa un terzo della sua energia dalla Russia. I Ministri dell'energia dell'UE, attualmente riuniti ad Atene, stanno discutendo i modi per ridurre la dipendenza dal petrolio e dal gas russo attraverso un mix di efficienza energetica e investimenti a favore delle rinnovabili.

Il dott. Aled Jones, direttore del GSI, ha detto che “le economie europee fortemente indebitate sono suscettibili di essere sempre più minacciate dall'aumento dei prezzi dell'energia se non si interviene con urgenza”.

Ad invitare le autorità europee alla riflessione è stata di recente una lettera inviata al Presidente della Commissione europea Barroso dalle associazioni del settore. Perché dalla diversificazione delle fonti e dall'uso delle rinnovabili dipende la sicurezza energetica del continente.

Francesca Mancuso

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