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ministro esteri francuiaI cambiamenti climatici non risparmieranno nessuno. Persone, stati, società pubbliche e private saranno duramente colpiti dall'aumento globale delle temperature che potrebbe aggiungere altri 4 gradi entro la fine del secolo. Parola di Laurent Fabius.

Il Ministro degli affari esteri francese ha puntato il dito contro i combustibili fossili e contro le sovvenzioni che ancora oggi continuano a sostenerli, a svantaggio del clima.

Nel corso di una serie di incontri che si sono svolti la scorsa domenica ad Aix-en-Provence, a cui hanno preso parte circa 3.000 persone e 230 relatori provenienti da 35 paesi, Fabius ha cercato di porre l'attenzione sul problema degli aiuti alle fonti fossili. Aiuti che invece potrebbero essere girati alle rinnovabili, con notevoli vantaggi non solo per l'ambiente ma anche per l'l’economia mondiale.

Per questo, il Ministro ha invitato il governo francese a “fermare i sussidi ai combustibili fossili” e a “stabilire un quadro chiaro e stabile nel tempo” per garantire una sicura redditività dagli investimenti nelle energie pulite.

Il modello economico basato su petrolio e carbone, infatti, è ormai destinato ad esaurirsi insieme alle fonti, per questo Laurent Fabius vuole che gli investitori internazionali finanzino le rinnovabili. “Dall'inizio della rivoluzione industriale, i combustibili fossili sono stati il principale motore della crescita”. Tuttavia, spiega, oggi essi distruggono più ricchezza di quella che creano.

Volevo approfittare del fatto che molti leader sono qui riuniti per lanciare un appello agli investitori privati e istituzionali: penso che i fondi sovrani, i fondi pensione, le società finanziarie dovranno investire dove a lungo termine si trova il vero interesse, perché penso che questo è dove ci sarà la maggior parte delle risorse necessarie”, ha detto Laurent Fabius.

Per questo, ha proposto di fissare un obiettivo del 10% dei portafogli tradizionali dedicati alla green economy nel 2020 contro l'1% di oggi. Sono necessari “investimenti massicci e rilevanti”, ha detto il ministro, chiedendo di avviare la svolta nei prossimi decenni, col passaggio dei mille miliardi di euro oggi investiti all'80% nelle fonti fossili alle rinnovabili, che oggi arrivano appena a mangiare il 20% della torta.

Trasparenza. Tra le varie ipotesi avanzate dal Ministro francese anche quella di rendere pubblica la carbon footprint delle aziende: l'impronta di carbonio aziendale dovrà infatti essere pubblicata e diventare un criterio di valutazione. Un messaggio chiaro che fa ben sperare, anche in vista della 21° conferenza sul clima che si svolgerà proprio in Francia nel 2015.

Francesca Mancuso

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