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fotovoltaico inverter tettpI generatori elettrici convenzionali saranno presto un vecchio ricordo. A decretare la loro fine sarà la diffusione sempre più massiccia dei sistemi di accumulo che garantiranno il ricorso alle rinnovabili come eolico e fotovoltaico colmando il gap dell'intermittenza.

Un nuovo rapporto di HSBC sostiene che i generatori saranno i grandi perdenti dei prossimi anni, visto che sia i consumatori che gli operatori di rete guardano con crescente interesse alle batterie per il fotovoltaico e alle altre tecnologie di storage. Settore tra l'altro già colpito dalla rivoluzione del solare sul tetto. La maggior parte dei generatori a combustibili fossili - in particolare quelli installati in Europa e Australia, - sta lottando per ottenere profitti.

E la situazione può solo peggiorare secondo HSBC perché i sistemi di accumulo ridurranno ulteriormente la domanda dei generatori convenzionali.

L'analisi di HSBC ha esaminato una serie di tecnologie di storage e il loro possibile impatto sui sistemi energetici convenzionali. La conclusione è che le batterie a prezzi accessibili aumenteranno la generazione distribuita – con pannelli solari sui tetti di famiglie e imprese - e ridurranno ulteriormente la domanda dalla rete. In una parola: autoconsumo.

Ancora una volta, la rivoluzione potrebbe essere guidata dalla Germania, nonostante le importanti iniziative avviate in California e in Cina. “La transizione energetica tedesca incoraggia il cliente al dettaglio a diventare un 'pro-sumer'” sostengono gli analisti di HSBC, secondo i quali lo stoccaggio domestico di energia solare autogenerata è pronto a decollare. “Crediamo che in mercati come la Germania, le famiglie che sono in accordo ideologico con la spinta verso le energie rinnovabili, desiderano controllare di più la propria alimentazione e il consumo e sono consapevoli del fatto che l'impegno finanziario sia lungo almeno 20 anni”.

E, come questo grafico mostra, il costo combinato di fotovoltaico e stoccaggio è sulla buona strada per ridurre il prezzo residenziale. Il risultato? Le utilities potrebbero via via perdere terreno.

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A conferma del successo dei sistemi di accumulo anche uno studio realizzato dalla banca Citigroup secondo cui il ritorno sugli investimenti per lo stoccaggio solare e per le batterie dal 2020 farà sì che si raggiungerà la grid parity in alcuni paesi.

E nel 2030, lo sarà nella maggior parte dei paesi del mondo. Le previsioni si basano sul presupposto che i costi delle batteria per lo storage si dimezzeranno nei prossimi 5, 6 o 7 anni a circa 230$/KWh. Ciò renderebbe lo stoccaggio abbastanza attraente dal punto di vista finanziario al punto da aumentarne la produzione e accelerare ulteriormente il calo dei costi dei sistemi di accumulo delle batterie fino a 150$/KWh.

Ciò, a sua volta, elimina la necessità di sovvenzioni, diventando attraente anche in vista di una grid parity globale nel 2030. Citigroup ha stimato un mercato globale da 240GW per lo stoccaggio di energia che varrà oltre 400 miliardi di dollari entro tale data, escludendo le batterie per auto.

Come HSBC, anche Citigroup sostiene che tali viluppi avranno un impatto drammatico sulle utilities, in alcuni casi mortali, soprattutto tra gli impianti a carbone. “Stimiamo che i sistemi fotovoltaici avranno già raggiunto la grid parity nella maggior parte dell'Europa continentale, nel Sud Ovest degli Stati Uniti e in Australia e lo faranno in Giappone entro il 2016 e nel Regno Unito e in Brasile dai primi anni 2020”.

Ciò significa che, anche in assenza di sussidi, sarà economico per le famiglie di queste regioni installare il solare sul tetto.

Francesca Mancuso

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