Menu

immagineUsa e Cina si stringono la mano. Almeno per quanto riguarda il clima. Le sue potenze mondiali hanno stretto un accordo per combattere i cambiamenti climatici riducendo le emissioni di gas a effetto serra, accettando per la prima volta di limitarle.

Gli impegni di un accordo raggiunto tra il presidente Barack Obama e il suo omologo cinese, Xi Jingping, forniscono una spinta importante agli sforzi internazionali per raggiungere un accordo globale sulla riduzione delle emissioni dopo il 2020, in vista del vertice di Parigi delle Nazioni Unite.

La Cina è il paese che produce più emissioni al mondo. Finora, gli sforzi di Pechino si erano limitati solo a ridurre il rapido tasso di crescita delle emissioni. Ma adesso il governo cinese ha promesso anche di incrementare l'uso di energia da fonti rinnovabili al 20% entro il 2030. Dal canto loro, gli Stati Uniti si sono impegnati entro il 2025 a ridurre le proprie emissioni al 26-28% rispetto ai livelli del 2005.

Il presidente Obama ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero dovuto muoversi molto più velocemente per contrastare l'inquinamento, con l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas a effetto al più presto. All'inizio della sua presidenza, Obama aveva fissato il target di riduzione delle emissioni del 17% entro il 2020.

Il nuovo obiettivo sarà quello di raddoppiare i ritmi di riduzione dell'inquinamento da carbonio da una media dell'1,2% ogni anno tra il 2005 e il 2020 a una media del 2,3%- 2,8% ogni anno tra il 2020 e il 2025, secondo l'amministrazione americana.

Il presidente cinese Xi Jinping non ha promesso di ridurre le emissioni di un valore specifico. Piuttosto, ha fissato un tetto massimo per le emissioni di anidride carbonica della Cina entro il 2030, o prima se possibile. Ha anche promesso di aumentare la quota di energia che il paese produce da fonti diverse dai combustibili fossili.

Una svolta inaspettata, anche se limitata, da parte dei due maggiori inquinatori del mondo. riflette il desiderio di entrambe le nazioni di creare un fronte unito sul cambiamento climatico. I funzionari dell'amministrazione Usa hanno riferito che l'accordo è il risultato di mesi di dialogo tra i due principali responsabili delle emissioni di carbonio a livello mondiale e dovrebbe incoraggiare altre nazioni a fare altrettanto.

Essendo le più grandi economie del mondo e i più grandi emettitori di gas serra abbiamo la speciale responsabilità di guidare la lotta mondiale contro i cambiamenti climatici. Sono orgoglioso di annunciare un accordo storico. Mi congratulo con il presidente Xi, la sua squadra e il governo cinese per la volontà di rallentare le emissioni di carbonio della Cina,ha detto Obama.

Ai negoziati sul clima di Varsavia nel 2013 i paesi sono stati incoraggiati a redigere piani climatici post-2020 entro il primo trimestre del 2015, in vista dei negoziati finali per un patto globale alla fine dell'anno.

Insieme Stati Uniti e Cina rappresentano oltre un terzo delle emissioni globali di gas a effetto serra. L'annuncio congiunto di oggi, il culmine di mesi di dialogo bilaterale, mette in evidenza il ruolo fondamentale che i due paesi devono svolgere per affrontare il cambiamento climatico,si legge sul sito della Casa Bianca.

Anche l'Europa è chiamata a far fronte ai cambiamenti climatici. Di recente, il Consiglio Ue ha reso noto il nuovo pacchetto clima energia al 2030, che però ha lasciato insoddisfatte le attese.

"Si tratta di un accordo molto importante, nato tra lo scetticismo di molti. Un risultato prevedibile visto l'interesse della Cina all'espansione della green economy, in grado di valorizzare la sua posizione di leadership sull'eolico, il fotovoltaico, il solare termico e considerata l'insostenibilità dell'inquinamento delle sue città. Diventa a questo punto molto più probabile il raggiungimento di un accordo alla conferenza sul clima dell'anno prossimo a Parigi. È prevedibile inoltre un forte incremento degli investimenti su rinnovabili ed efficienza in tutto il mondo. Il solo impegno della Cina implica la realizzazione ogni anno di 60.000 MW (la metà della potenza elettrica totale installata in Italia) senza emissioni di CO2, prevalentemente da fonti rinnovabili. Peraltro è probabile che le emissioni raggiungano un picco in Cina ben prima del 2030 indicato nell'accordo. Lo scorso anno la nuova potenza da rinnovabili ha superato infatti quella delle nuove centrali a carbone e nucleari. Inoltre, secondo i primi dati del 2014, si sarebbe registrata una storica inversione con un calo dell'1% dei consumi di carbone", commenta Gianni Silvestrini, presidente del Coordinamento Free, Fonti rinnovabili ed effciienza energetica che raggruppa oltre 30 associazioni del settore.

 

Commentando l’annuncio del raggiungimento di un accordo tra Stati Uniti e Cina che stabilisce le politiche da attuare e gli obiettivi da raggiungere da entrambe le parti per tagliare le emissioni di gas serra e salvare il clima, Luca Iacoboni - responsabile Campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia - dichiara:

"Le due superpotenze economiche più importanti al mondo - le maggiori responsabili delle emissioni di gas serra nell’atmosfera - hanno finalmente preso consapevolezza del fatto che devono agire per salvare il clima del Pianeta. E che devono farlo subito e insieme. L’impegno siglato oggi da USA e Cina e gli obiettivi che l’UE si è posta per il 2030 rappresentano una base su cui lavorare in vista di Parigi 2015, un buon segnale ma non è ancora sufficiente. Questi accordi sono ancora lontani dal cambiare le regole del gioco nella lotta al riscaldamento globale e dal dare una risposta efficace al problema dei cambiamenti climatici, le cui conseguenze sono ormai visibili quotidianamente in ogni parte del Pianeta. Gli annunci di oggi devono essere solo il punto di partenza su cui costruire politiche ambiziose e non un traguardo su cui adagiarsi".

Francesca Mancuso

LEGGI anche:

Clima: è la Cina il Paese che produce più emissioni di CO2 al mondo

Climate Summit 2014: l’aumento di temperatura è inevitabile?

#EU2030: accordo clima-energia raggiunto, ma è un fallimento

 

GreenBiz.it

Network