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immagineSistemi di accumulo. Anche la rete elettrica nazionale italiana finalmente potrà integrare le batterie per lo storage dell'energia prodotta in eccesso dalle rinnovabili. In questo modo, il limite dell'intermittenza sarebbe superato. A dettare le nuove regole è stata l'Autorità per l'energia tramite la delibera 574/2014/R/EEL.

Le nuove norme avranno il compito di definire le modalità di accesso e di utilizzo della rete pubblica nel caso di sistemi di accumulo di energia elettrica, ma anche le misure dell'energia elettrica necessarie per la corretta erogazione di incentivi o di regimi commerciali speciali atti a favorire i sistemi di accumulo.

Sul documento si legge infatti che l'Aeegsi punta a prevedere che, ai fini del dispacciamento, i sistemi di accumulo siano considerati come un gruppo di generazione. Per questo, a seconda della tipologia di impianto e dell’interdipendenza esistente tra i vari gruppi, essi possono essere considerati una distinta sezione di produzione o, insieme ad altri gruppi di generazione di tipologia diversa da quella degli accumuli, possono partecipare alla costituzione di un’unica sezione.

L'altra novità riguarda il fatto che in presenza di altri gruppi di generazione su uno stesso punto di connessione alla rete, venga lasciata ai produttori o agli utenti del dispacciamento, la scelta di definire una unità di produzione specifica per i sistemi di accumulo installati, separata dagli altri gruppi di generazione. In alternativa si possono considerare i sistemi come parte dei gruppi di generazione che costituiscono l’unità di produzione.

Spiega l'Aurotirà nella delibera che un'unità di produzione caratterizzata da soli sistemi di accumulo possa essere equiparata alle unità di pompaggio. In riferimento invece alle energie pulite, è stato stabilito che un sistema di accumulo installato presso un impianto di produzione di energia elettrica alimentato da fonti rinnovabili non programmabili possa costituire, con tale impianto, un’unica unità di produzione non programmabile, garantendo maggiori vantaggi legati proprio alla non programmabilità ai fini dell'applicazione dei corrispettivi di sbilanciamento.

Infine, occorre prevedere che l'installazione di sistemi di accumulo non sia compatibile con gli incentivi introdotti dai decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006 nel caso di impianti fotovoltaici fino a 20 kW in scambio sul posto. "Ciò poiché, per tali impianti, l’energia elettrica incentivata è quella prodotta e consumata in sito, anche per il tramite dello scambio sul posto; la presenza di sistemi di accumulo potrebbe alterare la quantità di energia elettrica ammessa a beneficiare degli incentivi, senza alcuna possibilità di controllo; prevedere che il GSE aggiorni le proprie regole tecniche e, in particolare, definisca opportuni algoritmi da utilizzare ai fini della determinazione della quota di energia elettrica che ha diritto agli incentivi, dell’energia elettrica prodotta dagli impianti di cogenerazione ad alto rendimento e dell’energia elettrica che ha diritto ai prezzi minimi garantiti, nonché i flussi informativi per l’acquisizione dei dati di misura necessari".

Francesca Mancuso

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