Menu

fossilivsrinnovabiliIl prezzo del petrolio crolla, raggiungendo il minimo storico dal 2009. Ma la volatilità del prezzo del greggio non coincide necessariamente riduzione della domanda delle energie rinnovabili, contrariamente a quanto si pensa.

Al contrario. Secondo Christiana Figueres, segretario de Framework Convention on Climate Change delle Nazioni Unite, ciò significa che investire in combustibili fossili come il petrolio è una strategia sempre più rischiosa. Ai recenti colloqui sul clima dell'Onu a Lima, in Perù, Figueres ha sostenuto che l'instabilità dei prezzi del petrolio “è esattamente uno dei motivi principali per cui dobbiamo passare alle energie rinnovabili, che hanno un costo del tutto prevedibile”.

Intanto, la domanda di energia solare sta crescendo più velocemente che mai. Ma come spiega l'Environmental Defense Fund in un'analisi, si tratta di un problema di percezione. Si è radicata nella coscienza collettiva l'idea che il prezzo del petrolio rappresenti il prezzo dell'energia in generale. “Questa correlazione è una sfida percettiva con diffuse ripercussioni finanziarie e politiche. La logica errata che tutta l'energia sia a buon mercato perché il petrolio è a buon mercato può creare un disincentivo per gli investitori, politici e clienti per sostenere le energie rinnovabili e l'efficienza energeticaspiega.

Nel corso degli ultimi sei mesi, il prezzo del petrolio greggio è sceso di circa il 40 per cento, attualmente in commercio sotto i 60 dollari al barile, il più basso dal 2009. Portando avanti la produzione globale, con l'eccesso di offerta la media dei prezzi del petrolio potrebbe rimanere bassa durante i mesi invernali e per gran parte del 2015.

Se è vero che alcuni investimenti nelle energie pulite vengono trascinati giù dai prezzi del petrolio, ciò non significa che la richiesta di energia pulita sia in calo. Anzi. La domanda di efficienza energetica e delle energie rinnovabili sta continuando a crescere.

La correlazione storica tra il prezzo del petrolio e della domanda di energia da fonti rinnovabili è sempre più debolie nei mercati globali di oggi. “Come le mele e le arance, usiamo il petrolio e le rinnovabili per ottenere tipi di succo completamente diversi: i prodotti petroliferi prevalentemente per la produzione di carburanti per il trasporto, e le rinnovabili in primo luogo per generare elettricità. Dal punto di vista economico, il petrolio e le fonti rinnovabili non sono sostituti: quando il prezzo di uno diminuisce, la domanda per l'altro non diminuisce” spiega EDF.

Ma c'è ancora un motivo per cui le rinnovabili dovrebbero essere preferite alle fossili, oltre alle ragioni ambientali e strettamente economiche. Una recente analisi condotta da Bernstein Research ha evidenziato che le rinnovabili sono tecnologie, e nel settore della tecnologia i costi vanno sempre verso il basso. I combustibili fossili invece vengono estratti. E nelle industrie estrattive, i costi (quasi) sempre salgono.

“Ora è il momento di costruire le basi per un futuro protetto dalla volatilità dei prezzi dei combustibili fossili. La buona notizia è che siamo sulla buona strada. Dal fotovoltaico all'eolico allo stoccaggio di energia, stiamo raggiungendo punti di non ritorno che promettono ulteriori riduzioni dei costi e l'accettazione del mercato per le tecnologie energetiche pulite” conclude EDF.

Francesca Mancuso

LEGGI anche:

Petrolio, il prezzo crolla. Perché le rinnovabili sono l’unica sicurezza

GreenBiz.it

Network