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umbriarinnovabiliIncentivi alle rinnovabili elettriche. Il vice ministro allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti ha detto sì. Nuovi aiuti di stato dunque, ma non andranno a gravare gli oneri della discussa componente A3.

L'interrogazione parlamentare 5-04223 chiedeva chiarimenti sul futuro degli incentivi, ormai giunti quasi alla fine, cercando di sapere “quali siano le azioni che questo Governo intenda attuare in relazione al successivo meccanismo di incentivazione in recepimento delle linee guida europee e quali siano i relativi tempi, considerando il grado di urgenza dei provvedimenti auspicati”.

E la risposta è arrivata nei giorni scorsi da parte di De Vincenti, secondo cui l'attuale sistema incentivante è quello che risponde meglio all'esigenza di certezza preventiva dell'investimento cui si fa riferimento nell'interrogante richiama

Inoltre, sostiene il Viceministro, che “in merito al prossimo raggiungimento del tetto di 5,8 miliardi di euro e al conseguente paventato stop agli investimenti, si conferma che il GSE ha aggiornato al 30 novembre 2014 il Contatore del «costo indicativo cumulato annuo degli incentivi», risultato pari a circa 5,390 miliardi di euro. In linea con quanto previsto dalla Strategia Energetica Nazionale e con gli scenari al 2030, il Ministero è orientato a confermare il sostegno al settore delle fonti rinnovabili e, in tal senso, sta già lavorando per dare continuità agli investimenti nel settore”.

Attualmente si starebbe valutando un sistema che tenga conto anche delle nuove linee guida UE sugli Aiuti di Stato dell'Ue e che sia caratterizzato da una maggiore efficienza, anche in vista dell'avvicinamento alla grid-parity di alcune fonti: “Ciò è in linea con l'esigenza di inserire il settore delle rinnovabili nelle ordinarie regole di mercato e con la politica governativa di contenimento degli oneri per i cittadini ivi inclusi quelli che gravano sulle componenti tariffarie dell'energia”.

In questo modo, almeno in teoria, sarà possibile finanziare nuove iniziative senza aumentare la spesa in bolletta.

E il fotovoltaico? Merita un capitolo a parte, visto che a Reuters De Vincenti ha detto che” il governo ritiene che i produttori di energia da fotovoltaico possano oramai camminare sulle proprie gambe e non pensa di dare nuovo sostegno finanziario al settore”. Per questo, “il decreto sugli incentivi per il prossimo triennio dovrebbe essere pronto entro fine febbraio ma non riguarderà il fotovoltaico.

Francesca Mancuso

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