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rinnovabili usaIl nuovo aggiornamento del Gse del contatore degli oneri delle fonti rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico parla di un altro piccolo passo indietro delle cifre, passate dai 5,398 miliardi di euro richiesti a novembre ai 5,390 miliardi calcolati al 31 dicembre 2014.

Come sappiamo, il contatore dà conto degli incentivi destinati agli impianti con il provvedimento CIP 6(quota rinnovabile), con i Certificati Verdi, con le Tariffe Onnicomprensive ai sensi del D.M. 18/12/2008, agli impianti ammessi ai registri in posizione utile o vincitori delle procedure d'asta ai sensi del D.M. 6/7/2012 e agli impianti i cui Soggetti Responsabili hanno presentato richiesta di ammissione agli incentivi del D.M. 6/7/2012 a seguito dell'entrata in esercizio.

A settembre e a ottobre dello scorso anno, il costo indicativo cumulato annuo degli incentivi riconosciuti agli impianti alimentati dalle rinnovabili era pari a 5,403 miliardi di euro. La fine di tale regime sembra vicina anche se da mesi il contatore sembra aver rallentato la sua corsa. Ma prima che le richieste arrivino al tetto massimo di 5,8 miliardi di euro stabilito dal decreto, potrebbero arrivare nuovi incentivi.

Vogliamo muoverci prima di esaurire i 5,8 miliardi e per sbloccare gli investimenti e usare via via nei prossimi anni le uscite dagli incentivi per sostenere le rinnovabili e raggiungere gli obiettivi europei” ha detto Claudio De Vincenti, viceministro dello Sviluppo economico, al convegno organizzato dal Coordinamento Free. “Stiamo lavorando a definire il nuovo decreto ministeriale sulle fonti rinnovabili che vogliamo varare in tempi stretti, non oltre la fine di febbraio”.

Ma il fotovoltaico non riceverà altri aiuti a detta del ministro che ha precisato che le novità riguarderanno le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico: “Siamo convinti che questa fonte possa svilupparsi senza incentivi ma con l'integrazione nel mercato e nelle reti”.

Gianni Silvestrini, presidente di Free si è soffermato sul concetto di "demand response": “Per una nuova visione del mercato elettrico bisogna coinvolgere il lato della domanda, come si fa già negli Usa e in Germania, per esempio. Questo può rappresentare un'opportunità per le rinnovabili non programmabili, per i consumatori e per le nuove aggregazioni” ha concluso.

Francesca Mancuso

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