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scoziafrackingFracking, il governo scozzese mette un freno alla dannosa pratica estrattiva, annunciando che sarà posto un divieto temporaneo.

Secondo quanto illustrato in Parlamento dal Ministro dell'energia scozzese Fergus Ewing, il divieto darà il tempo al governo di condurre una valutazione più attenta sugli effetti sulla salute pubblica.

La decisione e le motivazioni assomigliano molto a quelle dell'ex governatore di New York David Paterson, che nel 2008 aveva imposto una moratoria sul fracking in attesa di uno studio sulla salute su vasta scala. Una moratoria durata sei anni e che si è conclusa di recente con l'attuale governatore Andrew Cuomo che ha disposto il divieto della pratica nello stato di New York.

Il fracking è una tecnica utilizzata da società di perforazione per estrarre più facilmente petrolio e gas dalle profondità del terreno. Consiste nell'iniezione di una miscela ad alta pressione di grandi quantità di acqua, sabbia e sostanze chimiche in profondità in modo tale da liberare petrolio e gas naturale dalle formazioni rocciose.

Secondo il ministro Ewing vietare temporaneamente la pratica darebbe il tempo per ascoltare entrambi i lati della questione. Gli oppositori sostengono che non si conoscono ancora bene gli effetti sulla salute pubblica a lungo termine o i rischi ambientali del fracking, e che il processo contribuisce a rilasci accidentali di metano, un potente gas a effetto serra. Secondo i sostenitori, invece, il processo è sicuro ed economicamente vantaggioso.

Voglio garantire che le voci delle comunità che potrebbero essere più coinvolte siano valutate e ascoltate in modo più formale e strutturato,” ha detto Ewing al quotidiano scozzese The Herald. “Questa moratoria continuerà fino a quando il lavoro a cui ho fatto riferimento non sarà stato completato.

Secondo The Herald, un recente sondaggio su 1.000 scozzesi ha scoperto che il 40 per cento di essi è contro il fracking, mentre il 25 per cento era a favore. Circa il 11 per cento ha detto che sarebbe a favore di fracking, ma "non nel mio giardino".

La Scozia sta cercando di avviare una politica energetica che favorisca la crescita economica, con l'obiettivo di ridurre gradualmente le emissioni di carbonio. “La politica energetica può contribuire alla crescita economica e allo stesso tempo contribuire a garantire che la crescita sia sostenibile” ha rassicurato il governo che sta lavorando per il raggiungimento di tale politica investendo molto nelle energie rinnovabili, in particolare nel settori dell'eolico e dell'energia dalle maree. Solo pochi mesi fa, il WWF Scozia ha riferito che le turbine eoliche del paese hanno generato abbastanza elettricità lo scorso ottobre per alimentare 3.045.000 case nel Regno Unito, più che sufficiente ad alimentare tutte le case della Scozia.

Nonostante i suoi obiettivi, tuttavia, la Scozia è il produttore di petrolio più grande dell'Unione europea e la sua economia in gran parte è legata alla perforazione offshore nel Mare del Nord.

Non a caso la Scozia manca regolarmente i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni annuali ma gli sforzi sembrano intensificarsi visto che le emissioni di anidride carbonica sono state ridotte del 26,4 per cento dal 1990, e la Scozia è sulla buona strada per ottenere una riduzione del 42 per cento delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2020.

Francesca Mancuso

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