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india rinnovabiliEntro il 2022 l'India potrebbe avere 20 nuovi GW di capacità rinnovabile. Ieri SunEdison e First Solar si sono impegnate a realizzare più di 20.000 megawatt di energia pulita, dando impulso agli sforzi già annunciati dal primo ministro Narendra Modi.

Le aziende hanno annunciato i piani all'inizio della prima grande conferenza delle energie rinnovabili in India, ieri. È la Renewable Energy Global Investors Meet & Expo. Anche grazie ad essa, il governo di Modi ha cercato di raccogliere sostegno da parte degli investitori per raggiungere il target di 100.000 megawatt di energia solare entro il 2022.

Nel tentativo di rendere l'India la capitale delle energie rinnovabili del mondo, il governo ha organizzato la tre giorni di RE-Invest per attrarre investimenti su larga scala per il settore delle rinnovabili. Inaugurando la fiera, Modi ha parlato di “sette cavalli di energia”, e ha detto che il paese si è finora concentrato su termico, gas, energia idroelettrica ed energia nucleare. Ma gli sforzi dovrebbero ora spostarsi su fotovoltaico, eolico e biogas.

L'India vuole raddoppiare la quota delle fonti rinnovabili fino al 15 per cento in circa un decennio. Allo stato attuale, le energie pulite sono al 6 per cento.

Due sono le proposte più importanti arrivate: SunEdison ha promesso di realizzare 15.200 MW di capacità fotovoltaica ed eolica entro il 2022, mentre First Solar si è impegnata a sviluppare 5.000 MW di energia solare entro il 2019.

L'India ha la grande necessità di aggiungere altra capacità alla sua rete visto che continua a registrare una forte crescita economica e una crescente domanda di energia”, ha detto Pashupathy Gopalan, presidente di SunEdison Asia-Pacifico.

Dal canto suo, il governo indiano capeggiato da Modi ha fatto delle energie rinnovabili una priorità, lavorando per raggiungere la parità di costi delle rinnovabili con l'energia convenzionale entro il 2017, tenendo conto del fatto che le rinnovabili hanno già messo in crisi il carbone.

Secondo gli analisti, però, gli obiettivi di Modi saranno difficili da raggiungere data la posizione finanziaria di passività delle imprese del settore della distribuzione di energia elettrica e della lentezza con cui vengono resi disponibili i terreni su cui costruire gli impianti.

Ma anche grazie al calo dei costi dell'elettricità prodotta col fotovoltaico, Modi è certo del successo. Resta ora da capire se anche le banche avranno lo stesso entusiasmo nell'assicurare la sostenibilità finanziaria.

Francesca Mancuso

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