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emissioni carbonio 00Entro il 2035, le emissioni di CO2 cresceranno del 25% a livello globale: la maggiore produzione di energia pulita, infatti, non riuscirà a compensare l'aumento della domanda da parte di una popolazione in netta crescita e di alcune economie in forte espansione.

Queste e molte altre previsioni sono contenute nell'Energy Outlook 2035 di BP, un report diffuso dalla multinazionale britannica per analizzare i cambiamenti che potrebbero interessare il mercato globale dell'energia nel ventennio 2013-2015.

Ogni anno, infatti, BP pubblica un rapporto in cui ipotizza, sulla base di analisi di tipo economico, politico e tecnologico, l'andamento del rapporto tra domanda e offerta di energia sul lungo periodo, aggiornando e rivedendo le previsioni precedenti.

In particolare, nell'Energy Outlook 2035 appena pubblicato si stima che, nei prossimi vent'anni, la domanda di energia aumenterà del 37%, con una media annua dell'1,4%. A guidare tale crescita sarà l'ulteriore espansione dell'economia asiatica, guidata da Cina e India: entro il 2035, inoltre, la Cina dovrebbe superare gli Stati Uniti nel ruolo di maggior consumatore di petrolio.

Nel corso dei prossimi anni, il mercato del petrolio tornerà gradualmente ad assestarsi, superando la crisi attuale, mentre la domanda di gas aumenterà nettamente, con una crescita dell'1,9% annua, e quella di carbone rallenterà, attestandosi su uno 0,8% all'anno (molto al di sotto dell'aumento annuo del 3,8% fatto registrare all'inizio degli anni 2000).

Cresceranno anche le rinnovabili, con un ritmo del 6,3% su base annua, e in particolare il fotovoltaico e l'eolico off-shore: il contributo delle fonti di energia pulita al mix energetico passerà dall'attuale 3% all'8%. I cambiamenti negli equilibri energetici a livello globale faranno sì che nel 2035, per la prima volta dalla Rivoluzione industriale, non vi sarà una fonte energetica dominante.

L'Outlook considera anche l'andamento delle emissioni globali di CO2, basando le proprie proiezioni sia sulle caratteristiche dei mercati energetici che sull'evoluzioni delle politiche climatiche. Secondo le previsioni, da qui al 2035 le emissioni aumenteranno almeno dell'1% all'anno, fino a raggiungere, complessivamente, un +25%: un valore che supera di molto i limiti delineati dagli scienziati e che impone ai Governi azioni immediate e decise.

"Il percorso più probabile per le emissioni di carbonio, nonostante le politiche e le intenzioni dei Governi, non appare sostenibile." – ha dichiarato in proposito Bob Dudley, Amministratore delegato di BP – "Le previsioni sottolinano la portata della sfida che i decisori politici dovranno affrontare quest'anno in occasione della Conferenza ONU di Parigi. [...] Non saranno sufficienti misure a sé stanti o singole scelte politiche, e sarà molto difficile individuare in anticipo quali cambiamenti potranno essere realmente efficaci. Per questo, è fondamentale che i politici prendano misure che vanno nella direzione di un prezzo globale per le emissioni di carbonio e che forniscano incentivi tali da consentire a tutti di fare la propria parte."

Lisa Vagnozzi

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