Menu

fotovoltaico affitto leasing usa risparmio 600 dollariSembra sempre più vicino il nuovo decreto per prorogare gli incentivi per le rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico, ormai a un passo dalla fine.

A rivelarlo, in risposta ad un'interrogazione di Walter Rizzetto, è stato il viceministro per lo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, che ha parlato anche di rivalutare le rendite catastali degli impianti fotovoltaici con potenza inferiore ai 20 kW picco non solo per quelli fino a 3 kilowatt picco.

Al riguardo si evidenzia che il requisito della potenza a 3 kilowatt picco non determina automaticamente l'obbligo di aggiornamento catastale cioè, se un impianto è sopra i 3 kilowatt picco, questo non determina automaticamente l'obbligo di aggiornamento catastale, dal momento che la disciplina fiscale lo impone solo se il valore dell'impianto supera il 15 per cento del valore capitale, o la relativa redditività ordinaria dell'edificio, a cui accede” precisa De Vincenti, secondo cui ciò consente “di salvaguardare gli interventi più mirati all'autoconsumo”.

A proposito di energia autoprodotta, Il XV Osservatorio Utilities di Agici Finanza d’Impresa e Accenture ha appena reso noti i risultati sullo stato di salute delle utility italiane ed europee. Lo studio ha evidenziato che nel Vecchio Continente le fonti fossili sono sempre più in crisi. E lo scorso anno, l'80% della capacità addizionale è arrivato dalle rinnovabili. Purtroppo, però, la crescita delle energie pulite si accompagna ad un utilizzo altrettanto elevato delle centrali a carbone e lignite, mentre il gas per la produzione elettrica sembra sempre più fuori mercato.

In quest'ambito, i grandi impianti hanno un ruolo sempre più marginale. In Italia 31 GW, ovvero la metà della domanda di picco, sono allacciati alle reti locali. E in Germania si arriva all'8%%, pari a 71 GW. Il risultato? Secondo le previsioni dell 'Osservatorio, nel 2020 oltre il 40% della capacità addizionale nel mondo sarà garantita da impianti di generazione distribuita. Ne consegue che il ruolo delle local grid sarà sempre più importante.

Per quanto riguarda i consumi, si prevede ancora un calo fino al 2035, complice anche la maggiore diffusione dell'efficienza energetica e stili di consumo responsabili. In Italia oltre il 10% dell’elettricità consumata è autoprodotta. E dal 2020, la presenza dei sistemi di accumulo potrebbero finalmente avere un ruolo di primo piano, fino al raggiungimento nel 2020 di 15 miliardi di euro di vendite all'anno.

E le utility, che ruolo avranno?

Secondo Pierfederico Pelotti, responsabile Utilities di Accenture, “il settore delle Utilities ha lungamente sofferto un ritardo nella capacità di innovazione e nell’introduzione delle più recenti tecnologie digitali, rispetto ad altri settori. La capacità di innovare nei business convenzionali per raggiungere nuovi livelli di efficienza operativa e l’identificazione di nuovi business su cui puntare, rappresentano i veri motori di crescita e di miglioramento delle performance aziendali. In questo contesto, per molte utilities, le città metropolitane come “catalizzatori” di innovazione, ricerca, sviluppo e investimenti, finalizzate a portare servizi integrati più efficienti sul territorio, possono rappresentare un’opportunità da non perdere. L’analisi di Accenture mostra che innescare il cambiamento verso l’innovazione è la migliore strada da seguire per affrontare il futuro, con benefici importanti su crescita e performance entro i prossimi cinque anni”.

Tre sono gli imperativi: raggiungere l’eccellenza nel business convenzionale, aprirsi a nuovi business, evolvere le competenze e la gestione delle risorse umane.

Siamo di fronte ad un cambio di paradigma di tale portata che implica un cambiamento radicale per gli operatori del comparto. Essi dovranno trasformarsi da semplici fornitori di energia a providers a 360 gradi di prodotti e servizi energetici e ambientali. Fare meglio degli altri le attività svolte fino ad oggi non è più sufficiente” ha detto il prof. Andrea Gilardoni, Presidente di AGICI e fondatore dell’Osservatorio. “È necessario dominare le sfide di domani. Si deve operare un cambio di mentalità e cultura aziendale profondo: l’obiettivo non è più essere i best in class, ma i next in class”.

Francesca Mancuso

LEGGI anche:

Fine incentivi rinnovabili non FV: quasi raggiunta soglia 5,8 mld

Fine incentivi rinnovabili non FV. Arriva decreto tampone?

Fotovoltaico e fisco: ecco cosa (non) cambia col nuovo decreto

GreenBiz.it

Network