Menu

calo emissioni co2Le emissioni di CO2 del settore energetico si trovano in fase di stallo nel 2014. Ciò avviene per la prima volta in 40 anni secondo i dati comunicati dall'Agenzia internazionale per l'Energia (IEA).

Si tratta di un segnale positivo, della speranza che l'umanità sia in grado di cooperare per combattere il cambiamento climatico, descritto da IEA come la minaccia più importante contro cui dobbiamo combattere al giorno d'oggi.

Le emissioni globali di anidride carbonica sono risultate pari a 32,3 miliardi di tonnellate nel 2014, un dato invariato rispetto all'anno precedente. I dati preliminari suggeriscono che gli impegni per attenuare i cambiamenti climatici potrebbero avere un effetto più pronunciato sulle emissioni rispetto a ciò che si riteneva inizialmente.

La battuta d'arresto delle emissioni viene attribuita al cambiamento dei modelli di consumo di energia in Cina e nei Paesi dell'Ocse. La Cina nel 2014 ha visto una maggiore produzione di energia da fonti rinnovabili, tra cui energia solare, eolica e idroelettrica, con una riduzione dell'energia prodotta dalla combustione del carbone.

Da ricordare che proprio nel 2014 la Cina ha sottoscritto un accordo storico sul clima con gli Stati Uniti. Si tratta di un impegno per fissare gli obiettivi di contenimento delle emissioni dal 2020 in poi, in vista del vertice Onu sul clima che si terrà a Parigi alla fine dell'anno.

L'accordo Cina-Usa sulle emissioni lascia sperare in investimenti per individuare soluzioni industriali circa il contenimento delle emissioni. Finalmente si parla di tecnologie low carbon, smart green e investimenti in edilizia sostenibile per il risparmio di emissioni di Co2.

Nei Paesi Ocse i recenti impegni per promuovere una crescita più sostenibile, tra cui una maggiore efficienza energetica e più energie rinnovabili stanno producendo l'effetto di distaccare la crescita economica dalle emissioni di gas serra.

Una spinta positiva per i negoziatori che si preparano a dare forma ad un accordo globale sul clima dove per la prima volta crescita economica e aumento delle emissioni di Co2 non andranno di pari passo.

Nei 40 anni in cui IEA ha raccolto i dati sulle emissioni di Co2 sono state riscontrate solo 3 occasioni in cui le emissioni stesse sono diminuite o si sono arrestate rispetto all'anno precedente. Tali occasioni sono state tutte associate alla debolezza economica globale e riguardano 1980, 1992 e 2009. Tuttavia, nel 2014 l'economia globale ha visto una crescita del 3%.

Il passaggio alle rinnovabili del mondo industriale lascia presagire che la crescita economica dei prossimi anni dovrà imparare a distaccarsi dalle fonti fossili per la produzione di energia. Sull'argomento IEA ha annunciato la futura pubblicazione di una relazione speciale su clima e energia che verrà presentata a Londra il prossimo 15 giugno. Come ricorda IEA, ora non si tratta di compiacersi per i buoni risultati raggiunti, ma di continuare ad agire per migliorare.

Marta Albè

Leggi anche:

Cambiamenti climatici: l'UE chiede obiettivi vincolanti per l'accordo ONU sul clima a Lima

GreenBiz.it

Network