Menu

tesla1

Il 30 aprile prossimo Tesla presenterà la sua nuova batteria. Si alza il sipario su quella che finora era stata un'indiscrezione ma che ora è stata confermata. Con una e-mail agli investitori, la società ha rivelato che l'evento servirà a presentare un “grande” sistema di accumulo di energia utility-oriented. Ma due anni fa, era vicina al fallimento e stava quasi per vendere a Google.

I dettagli non sono ancora stati resi noti ma è probabile che la novità sia simile ai sistemi di accumulo pensati per le abitazioni, utilizzati per immagazzinare l'energia solare in eccesso e fornirla durante le interruzioni.

La questione, dunque, non riguarda come sarà la batteria di Tesla ma se la società riuscirà a fornire miglioramenti importanti nel settore come ha già fatto con le auto elettriche. Tante le aspettative nei confronti del sistema di accumulo della società.

Eppure non sempre in casa Tesla le cose sono andate bene. Circa due anni fa la società di Elon Musk è stata vicina alla fine. Se nel 2013, Tesla Motors aveva impressionato tutti pubblicando risultati da record, con la domanda superiore alle attese per la sua Model S, poco prima era sull'orlo del fallimento. A raccontarlo un nuovo libro, dal titolo "Elon Musk: Tesla, SpaceX, and the Quest for a Fantastic Future" è lo stesso Elon Musk.

Nel corso di quell'anno, infatti, Tesla stava lottando per trasformare i preordini dei suoi veicoli in vendite effettive. Al punto che Musk aveva avviato la negoziazione di un accordo per vendere la società a Google attraverso il suo amico Larry Page, co-fondatore del motore di ricerca e Ceo.

Mentre le due società stavano lavorando all'accordo, le vendite di Tesla hanno subito un forte rialzo e un numero sempre maggiore di acquirenti richiedeva una Model S. Da allora Tesla ha iniziato a vendere migliaia di automobili, fino a raggiungere allora 11 milioni di dollari di profitto trimestrale su 562 milioni di entrate.

A due settimane dall'annuncio, le azioni della società erano raddoppiate, e Tesla è stata perfino in grado di ripagare il prestito da 465 milioni ottenuti dal Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti presto con gli interessi. Allora Musk ha interrotto le sue trattative con Google. Non aveva più bisogno di salvatori.

Quel momento ha segnato l'inizio di una svolta per la casa automobilistica. L'anno successivo avrebbe visto la Model S vincere la maggior parte dei più importanti riconoscimenti del settore automobilistico.

E oggi la società guarda oltre. Dopo l'annuncio della Gigafactory, la mega-fabbrica di batterie al litio, adesso si guarda al settore domestico. E chissà che non sarà Musk a dare l'ìnput per fare decollare i sistemi di accumulo associati alle rinnovabili.

Francesca Mancuso

LEGGI anche:

Tesla: al via Gigafactory, la mega-fabbrica di batterie al litio

Gigafactory di Tesla: sarà in Nevada la mega fabbrica di batterie

Veicoli elettrici: sono green le stazioni di ricarica Tesla Superchargers

Auto elettriche: arriva in Italia la nuova Tesla Model S 70D

Tesla Model S incoronata World Green Car 2013

GreenBiz.it

Network