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centrali nucleari porte aperte

L'Italia dice no al nucleare, apre le porte alle centrali dismesse per le visite dei cittadini e attende la costruzione di un deposito nazionale per le scorie radioattive.

Si è svolta lo scorso fine settimana l'iniziativa Centrali Porte Aperte promossa da Sogin, che ha dato ai cittadini la possibilità di visitare quattro centrali nucleari dismesse, a Caorso, Garigliano, Latina e Trino.

Si tratta di siti che necessitano ancora di numerosi interventi. Ad esempio, a Trino si trovano ancora 47 elementi di combustibili, che verranno inviati in Francia per il riprocessamento. La centrale nucleare di Latina fu la prima ad entrare in funzione in Europa nel 1963. Lo spegnimento è avvenuto nel 1986. Il combustibile fu trasferito in Inghilterra, il pontile e la sala turbine sono state demolite. Anche la centrale nucleare di Caorso si è fermata nel 1986, dopo il disastro di Chernobyl.

Come gestire il problema delle scorie nucleari? Ora si pensa alla realizzazione di un maxi impianto temporaneo per i rifiuti radioattivi che derivano dallo smantellamento delle centrali – e dai siti ospedalieri – in attesa di costruire il deposito nazionale delle scorie nucleari.

Entro metà giugno Sogin dovrebbe consegnare la carta delle aree potenzialmente idonee per ospitare il deposito nazionale unico per il nucleare. Lo ha ribadito l'amministratore delegato di Sogin, Riccardo Casale, in occasione della visita all'ex centrale nucleare di Trino

"Stiamo lavorando per integrare il dossier con i commenti recepiti dall'Ispra e dai ministeri"ha detto"La scelta finale avverrà attraverso un dibattito politico e l'autocandidatura dei Comuni che vorranno ospitare la struttura".

Solo in quel momento potremo sapere in quali aree potrebbe sorgere il deposito per i rifiuti radioattivi delle ex centrali nucleari italiane. Vi sarà comunque un dibattito pubblico di lunga durata al riguardo, che si protrarrà fino al 2020.

Il processo andrebbe accelerato per garantire al nostro Paese l'uscita definitiva dal nucleare. In questo momento l'Italia non ha bisogno di compiere dei passi indietro da questo punto di vista, dato che è tra i campioni europei delle rinnovabili. Ogni Comune italiano ha almeno un impianto per le energie pulite. La nostra penisola, per la sua posizione vantaggiosa, si sta rivelando sempre più adatta a sfruttare pannelli solari e fotovoltaico.

Ora in Italia sarà la Scuola Italiana di Radioprotezione a giocare un ruolo importante anche in campo internazionale per la formazioni di tecnici capaci di gestire la delicata fase di smantellamento degli impianti nucleari.

Marta Albè

Fonte foto: wikimapia.org

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