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I Governi del mondo spendono in sussidi alle fonti fossili molte più risorse di quelle destinate a sostenere i rispettivi sistemi sanitari: lo rivela uno studio pubblicato dal Fondo Monetario Internazionale, secondo cui nel 2015 le compagnie del carbone, del petrolio e del gas riceveranno, complessivamente e a livello globale, sussidi del valore di 5,3 trilioni di dollari, pari al 6,5% del PIL mondiale.

Nonostante il ruolo giocato dalle fonti fossili nell'inquinare intere regioni del globo e nel determinare i cambiamenti climatici, i Governi continuano a sostenerle finanziariamente, devolvendo a loro vantaggio, ogni singolo giorno, circa 10 milioni di dollari al minuto.

Lo rivela l'articolo How Large are Global Energy Subsidies?, che affronta il tema dei sussidi in campo energetico, auspicandone una riforma. Nella voce "sussidi" sono inclusi anche i costi relativi ai danni causati dallo sfruttamento di petrolio, gas e carbone, tra cui l'inquinamento ambientale e gli eventi meteorologici estremi, di cui le compagnie energetiche non si fanno carico, scaricando ogni responsabilità sui singoli Stati.

"Questa analisi è molto importante, in quanto abbatte il mito secondo cui i combustibili fossili sarebbero a buon mercato, mostrando l'enormità dei loro costi reali." – è il commento di Nicolas Stern, economista presso la London School of Economics, intervistato dal Guardian – "Non esiste alcuna giustificazione per i sussidi ingenti destinati ai combustibili fossili, che alterano i mercati e danneggiano le economie, soprattutto nei Paesi più poveri."

Secondo Stern, inoltre, per quanto esaustivo, il rapporto del Fondo Monetario Internazionale sottostima il peso finanziario dei sussidi alle fossili, calcolando "per difetto" i costi legati ai cambiamenti climatici.

Ridimensionare il sostegno a petrolio, gas e carbone comporterebbe benefici immediati. Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, un taglio dei sussidi destinati alle fossili sarebbe sufficiente a determinare, a livello globale, una diminuzione delle emissioni pari al 20% e una riduzione del 50% le morti premature dovute all'inquinamento, "salvando", ogni anno, 1,6 milioni di vite umane.

Inoltre, le risorse fino ad oggi destinate ai combustibili fossili potrebbero essere utilizzate per finanziare la costruzione di infrastrutture, il potenziamento dei sistemi sanitari e scolastici e il taglio delle tasse, stimolando la crescita economica di numerosi Paesi.

Lisa Vagnozzi

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