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In un report appena pubblicato, il World Energy Council (WEC) auspica che i Governi trovino un accordo vincolante alla Conferenza di Parigi (COP21) del prossimo dicembre, fissando una volta per tutti degli obiettivi a lungo termine per l'abbattimento delle emissioni di gas serra.

Secondo le stime dell'organizzazione, a cui fanno capo le compagnie più importanti dell'industria energetica mondiale, incluse quelle che operano nel campo delle fossili, per evitare gli effetti più disastrosi dei cambiamenti climatici è inoltre necessario un cospicuo investimento in innovazione, stimato intorno ai 50 trilioni di dollari.

Il WEC, che include oltre 3.000 realtà del settore energetico, tra cui aziende private e imprese del settore pubblico, denuncia che l'incertezza politica e la mancanza di obiettivi chiari e a lungo termine sul clima abbiano ostacolato e continuino ad ostacolare gli investimenti nello sviluppo di un'economia a basse emissioni. Per sbloccare la situazione, è fondamentale giungere al più presto a risoluzioni chiare, adottando poi, nella loro concreta applicazione, un approccio flessibile, che tenga conto delle esigenze e peculiarità di ciascun Paese.

"È sempre più chiaro che i meccanismi tradizionali, la tecnologia già in uso e una politica di innovazione incostante non sono sufficienti ad apportare il cambiamento necessario per equilibrare le esigenze di sicurezza energetica all'interno dei diversi Paesi con il raggiungimento di obiettivi sul clima a livello globale." – ha spiegato in proposito Christoph Frei, Segretario generale del WEC – "Pertanto, è necessario pensare in modo nuovo e ambizioso. Questo nuovo modo di pensare richiederà piattaforme economiche e politiche stabili, al fine di stimolare gli investimenti e stabilire obiettivi chiari e coerenti, per guidare lo sviluppo di nuove infrastrutture energetiche, in grado di supportare la transizione verso un'economia a basse emissioni."

Il WEC è accreditato presso le Nazioni Unite e sarà presente con una propria rappresentanza al vertice di Parigi del prossimo dicembre.

Il quotidiano inglese The Guardian fa notare che, nonostante siano numerose le compagnie del settore energetico che chiedono pubblicamente una politica più efficace sulle emissioni, è altrettanto comprovata l'esistenza di un'attività lobbistica da parte delle società operative nel settore delle fossili per evitare che ciò avvenga realmente. Un atteggiamento contraddittorio che, di fatto, non aiuta il raggiungimento di un accordo realmente efficace e vincolante.

Lisa Vagnozzi

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