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Sistemi di accumulo, in Europa non sono ancora economicamente sostenibili. A dimostrarlo sarebbe l'enorme progetto pilota francese Nice Grid da 30 milioni di euro, secondo cui lo storage applicato alle fonti rinnovabili è economicamente sostenibile ma solo in alcune regioni.

Si tratta di una conclusione deludente per i sostenitori del fotovoltaico e dell'eolico perché è chiaro che le batterie potrebbero far decollare i due settori, permettendo loro di conservare l'elettricità prodotta in eccesso.

Nice Grid è una dei più grandi progetti di Grid4EU, in cui la francese EDF, Enel, la spagnola Iberdrola, la ceca CEZ, la svedese Vattenfall e la tedesca RWE stanno testando le reti elettriche del futuro.

Nel borgo mediterraneo di Carros, alla periferia di Nizza, EDF ha collegato le batterie compatte ai pannelli solari sui tetti provando la rete di distribuzione elettrica locale.

La tecnologia funziona perfettamente, ma il progetto pilota ha dimostrato di essere ancora troppo costoso per una più ampia distribuzione.

“Il modello economico delle batterie non è ancora maturo,sostiene Philippe Monloubou, amministratore delegato del gestore della rete francese utilità ERDF.

Un quarto dell'energia in Europa proviene già da fonti rinnovabili. Questa cifra può raggiungere anche il 50 per cento entro il 2030. Ma la natura intermittente di solare ed eolico richiede reti flessibili, la capacità di rispondere ai picchi e ai cali della domanda e, soprattutto, uno storage più conveniente

La società francese Saft, che ha venduto le batterie per il progetto Nice Grid ha già installato 80 MW di batterie in tutto il mondo, soprattutto nelle zone più remote del Canada, Sud America e Africa, o nelle isole, dove sono in concorrenza con generatori diesel costosi.

A Carros, ERDF ha collegato 20 batterie agli ioni di litio ai pannelli fotovoltaici sul tetto. I residenti stessi non hanno alcun controllo sulle batterie da 4 KWh, simili a quelle da 7 KWh di Tesla.

Ma il costo è il tallone d'Achille del progetto. Secondo quanto ha appurato Erfd dal progetto pilota, lo storage in Europa costa da 500 a 1000 euro per kilowattora (KWh), con un ulteriore 30 per cento per l'installazione e gli inverter che trasformano l'energia solare in corrente continua in corrente alternata utilizzata nella rete.

A quel livello, lo stoccaggio sarebbe già economicamente sostenibile in alcune parti della Germania e della Danimarca, dove l'uso di energia rinnovabile è più avanzato e dove i tassi di vendita al dettaglio, circa 30 centesimi di euro per kilowattora (KWh), sono tra i più alti d'Europa, secondo i dati Eurostat.

Ma non è questo il caso della Francia, dove i tassi residenziali sono di circa 17 centesimi a Kwh. Situazione simile nella maggior parte d'Europa, dove le medie sono di circa 21 centesimi.

Ma è davvero così?

Francesca Mancuso

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