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Aiuti statali dall'Ue alla Gran Bretagna a favore della nuova centrale nucleare di Hinkley Point C. L'Austria non ci sta. Nei giorni scorsi il governo ha deposto denuncia alla Corte di Giustizia europea contro le sovvenzioni.

L'annuncio è arrivato a seguito di un'alleanza tra 10 società energetiche tedesche e austriache, che hanno così deciso di intraprendere un'azione legale presso le autorità comunitarie contro Hinkley Point.

“I sussidi esistono per sostenere le tecnologie moderne atte a favorire l'interesse generale di tutti gli Stati membri dell'Ue. Questo non è il caso con l'energia nucleare”, ha sottolineato il cancelliere austriaco, Werner Faymann.

Per l'Austria, il progetto Hinkley Point C viola il diritto europeo e rischia di distorcere il mercato dell'energia.

Ma facciamo un passo indietro. A ottobre 2014, era arrivato il via libera da parte della Commissione Europea ha dato il via libera alla costruzione e all'entrata in esercizio del nuovo impianto di Hinkley Point nel Somerset, in linea con le norme UE sugli aiuti di Stato.

Sulla base del trattato UE, gli Stati membri sono liberi di organizzare il loro mix energetico. Il Regno Unito, allora, ha pensato di puntare sul nucleare. Ma cosa c'entra l'Ue. Vista la presenza di incentivi, la Commissione deve di verificare che ciò sia in linea con le norme sugli aiuti di Stato comunitari, che hanno il compito di preservare la concorrenza nel mercato unico.

È questo il nodo della vicenda, su cui si è soffermata l'Austria. Secondo l'accordo, infatti, la Gran Bretagna potrebbe aiutare a finanziare la costruzione di due reattori nel sud-ovest dell'Inghilterra. Come parte dell'accordo, il governo britannico avrebbe garantito 35 anni a tasso fisso per l'elettricità a EDF, il gruppo energetico francese, che sarebbe responsabile della costruzione dell'impianto. Il prezzo sarà pari a 117 euro a MWh, che nel 2059, anno della fine degli incentivi sarà di 389 euro per MWh.

Ma il ministro dell'ambiente austriaco, Andrea Rupprechter, ha detto l'energia nucleare non sarà più in grado di sopravvivere economicamente e “non può essere artificialmente resuscitata attraverso sovvenzioni statali. Invece di finanziare forme di energia non sicure e costose che sono obsolete, dobbiamo sostenere la svolta energetica in Europa con la diffusione delle energie rinnovabili”, ha detto.

I costi inizialmente previsti erano pari a 16 miliardi di sterline (circa 23 miliardi di euro) ma i funzionari dell'UE stimano che il progetto ne richiederà 24,5 (34 miliardi di euro). Nonostante l'opposizione degli attivisti e dei vari Stati membri, la Commissione europea ha approvato comunque il progetto nel mese di ottobre, dopo che la Gran Bretagna ha modificato i piani di finanziamento per l'affare.

Secondo il cancelliere Faymann,

“l'unica cosa che sostenibile dell'energia atomica è il rischio permanente, i costi permanenti e il timore permanente. Questa tecnologia è obsoleta, non commerciabile e rappresenta un pericolo incalcolabile”.

Eppure le alternative ci sono, e l'Austria ci crede.

“Nel mercato dell'energia di oggi con le sue forme sostenibili, rinnovabili e decentrate di energia, l'energia nucleare può essere mantenuta solo artificialmente attraverso sussidi, il Cancelliere e l'Austria continuerà ad opporsi con tutti i mezzi disponibili”.

Francesca Mancuso

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