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Il nucleare soccombe di fronte alle rinnovabili. L'energia prodotta dall'atomo infatti non riesce a starle al passo. È quanto emerge da un rapporto indipendente sullo stato dell'industria nucleare mondiale.

Secondo l'analisi, gli investimenti globali in nuovo nucleare saranno di un ordine di grandezza inferiore agli investimenti nelle energie rinnovabili. Non importa quale aspetto sia valutato: le rinnovabili si pongono sempre prima dell'industria nucleare.

Nonostante i discorsi di un rinascimento nucleare nel 1990, nessun reattore di terza generazione è entrato in attività negli ultimi 20 anni. La maggior parte è in ritardo dì 3-9 anni e la colpa è soprattutto dei costi di gran lunga al di sopra del budget.

La Cina ha speso circa 9 miliardi di dollari nel 2014 nell'atomo ma ha investito più di 83 miliardi nell'eolico e nel solare lo stesso anno.

Anche paesi come Germania, Brasile, India, Messico, Paesi Bassi, Spagna e Giappone generano tutti più energia elettrica da fonti rinnovabili non idroelettriche che da nucleare e costituiscono quasi la metà della popolazione globale e tre delle più grandi economie del mondo.

Anche le centrali attualmente in costruzione non stanno attraversando un momento roseo e spesso sono associate alla parola “spreco”, come nel caso di Hinkley Point C nel Regno Unito.

Il reattore avrebbe dovuto essere il primo nuovo impianto nucleare del Paese negli ultimi decenni. Ora, l'azienda deputata alla sua costruzione, Areva, è in bancarotta.

Per approfondire: Austria contro i sussidi al nucleare: denuncia alla Corte di giustizia Ue

Non va meglio in Finlandia dove il progetto Olkiluoto 3 di Areva in Finlandia è ancora al palo, così come a Flamanville 3 in Francia, non ancora in funzione per colpa del budget.

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E i reattori in funzione? Se si considerano gli impianti attivi, molti stanno invecchiando rapidamente. L'età media per i reattori in tutto il mondo è di circa 29 anni. La maggior parte è stata progettata per una durata di vita di 40 anni, ma molti opereranno al di là di questa soglia.

nuclear vs renewables investimenti

Una scelta non priva di rischi visto che andare al di là dei 40 anni comporta da un miliardo a 5 miliardi di dollari per reattore. Entro il 2050, la quota di nucleare nella produzione mondiale di elettricità dovrebbe essere simile a quella odierna, che ammonta a circa il 10 per cento.

nuclear reactor build time

Dato il costo e il tempo necessario per costruire grandi reattori, gli analisti sostengono che un'alternativa potrebbe essere costituita da piccoli reattori modulari.

Oppure si potrebbe semplicemente ammettere che questa forma di produzione di energia mal si adatta al panorama energetico attuale, preferendo fonti come le rinnovabili che, oggi, offrono maggiori garanzie sotto tutti i punti di vista.

Per il report completo, clicca qui

Francesca Mancuso

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