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carbone lavoratori 600L’industria mineraria australiana lancia una nuova ode al carbone sotto forma di una campagna pubblicitaria che sottolinea l’abilità di creare luce e lavoro, mentre le nuove tecnologie permettono di abbattere notevolmente le emissioni.

Si chiama “Little Black Rock” e la campagna è stata diffusa dal Minerals Council. È uno spot con una voce narrante che parla di “potenzialità infinite” del carbone, con un’industria da 40 mld di dollari all’anno e un settore che ora “può ridurre le emissioni fino al 40%”. Retoricamente, la stessa voce narrante chiede: “Non è sorprendente cosa possa fare una piccola roccia nera?”. La campagna include anche una presenza in radio e giornali e, in sostanza, vede il Minerals Council rivendicare un ruolo indispensabile nel fornire energia elettrica a basso costo e occupazione.

Naturalmente, sono piovute critiche da parte degli ambientalisti, che hanno additato la campagna come un tentativo disperato di ridare credito al carbone in un momento storico in cui il costo delle rinnovabili cala e la comunità internazionale si sta mobilitando per ridurre le emissioni. Un portavoce del Minerals Council però sostiene che non serve a far fronte alle azioni per bloccare le nuove miniere in Queensland e New South Wales, ma è un modo per smentire alcuni luoghi comuni. In particolare, la campagna puntualizza le novità: siti di estrazione e stoccaggio a basse emissioni grazie alle nuove tecnologie.

In realtà però l’unico impianto di questo genere si trova in Canada, mentre in Australia esiste un progetto che dovrebbe essere realtà solo nel 2020. Non solo. Il governo australiano ha tagliato mezzo mld di dollari alla ricerca in questo settore, una tecnologia che l’Intergovernmental Panel on Climate Change ha detto che dovrebbe essere applicata a tutti i siti di estrazione del carbone esistenti entro il 2100 per evitare serie conseguenze dei cambiamenti climatici.

Il carbone è una piccola roccia nera pericolosa. Tutti gli scienziati esperti di clima e quasi tutti i politici ormai sanno che il carbone è pericoloso e inquinante. Gli unici che non ne prendono atto sono il foverno e il Minerals Council”, attacca Kelly O’Shanassy, chief executive della Australian Conservation Foundation.