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batterieteslaIl panorama dell'energia è cambiato costantemente negli ultimi decenni grazie a nuove soluzioni tecnologiche, allo sviluppo senza precedenti delle rinnovabili e ad un progresso continuo. L'ultima frontiera sono sicuramente i sistemi di accumulo, ma proprio sulle batterie sono in corso sperimentazioni continue da parte di aziende e ricercatori, che consentirebbero alle energie pulite di sostituirsi per sempre alle fonti fossili grazie al superamento del problema dell'intermittenza. Tesla e il suo CEO Elon Musk ci credono particolarmente.

Secondo l’Earth Policy Institute la transizione mondiale dalle fossili alle rinnovabili è ormai in corso. Tra il 2006 e il 2012, la capacità fotovoltaica annuale è cresciuta del 190%, quella eolica del 40%, secondo l’International Renewable Energy Agency. E le previsioni di quest’Agenzia al 2030 dicono che la capacità fotovoltaica sarà di ben 9 volte quella del 2013, quella eolica sarà maggiore di 5 volte.

In questo scenario si inserisce poi la mobilità elettrica. Questi veicoli si sono moltiplicati del 128% dal 2012, anche se negli Usa hanno rappresentato nel 2014 soltanto l’1% delle vendite. Quelli più economici in realtà non percorrono molti km con una batteria carica al massimo, ma è proprio il mercato delle batterie che è destinato a crescere tra il 14,7% e il 18,6% ogni anno fino al 2024. I costi intanto scenderanno.

Il problema cruciale resta quello dello stoccaggio, che consentirebbe di aggirare il problema a monte, quello dell’intermittenza delle fonti rinnovabili, consentendo anche di soddisfare la domanda quando questa ha dei picchi e di immagazzinare energia quando se ne produce in eccesso. Le batterie sono una soluzione migliore rispetto a quella praticata attualmente, vale a dire ricorrere a gas naturale o nucleare quando le rinnovabili non sono disponibili: le batterie infatti permettono di tagliare le emissioni di CO2. E sono un’ottima soluzione anche in caso di blackout.

Finora la resistenza delle lobby è stata marcata, ma ovunque in tutto il mondo si lavora per realizzare batterie di nuova generazione, meno costose. Al momento ci sono molti modelli disponibili, ma i ricercatori stanno tendando di aprirsi nuove strade, anche utilizzando elementi chimici e materiali già utilizzati oggi, per poter ottenere batterie la cui ricarica abbia maggiore durata, che siano più efficienti, sostenibili anche in termini di costi e sicure.

Al momento i leader nell’utilizzo sono Giappone e Usa, seguiti da Cina e Germania. Ma anche Italia, India e Corea del Sud stanno cercando di migliorare le soluzioni disponibili.

Un esempio di come si stiano facendo progressi arriva dal Giappone: qui le nuove batterie si ricaricano 20 volte più velocemente, non si surriscaldano e sono completamente riciclabili.

All’Università dell’Illinois, a Chicago, invece, i ricercatori hanno sostituito gli ioni di litio con ioni di magnesio, che possono muovere il doppio di elettroni e permettere alla batteria di essere ricaricata più volte rispetto a quelle tradizionali.

Nell’ultimo decennio sono stati investiti oltre 5 mld di dollari in ricerca per ottenere batterie più performanti. La Tesla ha già lanciato ad aprile la Powerwall, una batteria ioni di litio ricaricabile che si può montare su una parete. La versione da 7kWh costa 3 mila dollari, quella da 10kW costa 3.500 dollari e sono garantite per 10 anni. 38 mila unità erano già state prenotate nel giro di una settimana dal lancio e sono già sold out fino a metà 2016.

Il modello per le aziende, quindi realtà più grandi, è Powerpack e su queste batterie il CEO Elon Musk ha grandi aspettative: 160 milioni di unità permetteranno agli Usa la transizione alle rinnovabili e 900 milioni potrebbero rendere l’intero mondo migliore grazie ad una generazione di energia del tutto basata sulle rinnovabili. Proprio per questo la Tesla costruirà una “gigafactory” da 5 miliardi di dollari in Nevada. Naturalmente, alimentata a rinnovabili.

Anna Tita Gallo

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