Menu

biogasfattoriaAncora una volta, mentre le lobby vorrebbero convincere gli italiani che non abbiamo oggi un’alternativa a gas e petrolio, i sostenitori del referendum spiegano che invece esiste: è il biometano. Come spiegano da Legambiente, è possibile produrre una quantità di gas 4 volte superiore a quella che si estrae dalla piattaforme entro le 12 miglia. Ma il governo blocca gli investimenti in questa risorsa.

IL POTENZIALE DEL BIOMETANO - Il vero grande giacimento italiano da sfruttare non è sotto i nostri mari ma nei territori, e nella valorizzazione del biogas e del biometano prodotti da discariche e scarti agricoli, dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente. L’allarme lanciato in questi giorni da chi si schiera contro il referendum è che senza il gas estratto da quelle trivelle l’Italia sarebbe costretta ad aumentare le importazioni dall’estero via nave. Legambiente spiega: il gas estratto nelle piattaforme oggetto del referendum non arriva al 3% dei consumi nazionali, inoltre è noto che il gas nel nostro Paese arriva attraverso i gasdotti.

“I numeri sono chiarissimi già oggi si produce elettricità in Italia con impianti a biogas che garantiscono il 7% dei consumi. Ma il potenziale per il biometano, ottenuto come upgrading del biogas e che può essere immesso nella rete Snam per sostituire nei diversi usi il gas tradizionale, è in Italia di oltre 8miliardi di metri cubi. Ossia il 13% del fabbisogno nazionale e oltre quattro volte la quantità di gas estratta nelle piattaforme entro le 12 miglia oggetto del referendum. Il problema è che questi interventi sono bloccati proprio dalle scelte del governo, prosegue Zanchini.

I DATI - Legambiente ha messo a confronto i dati sulle estrazioni di gas nei mari italiani con il potenziale di sviluppo del biometano in Italia, calcolato dal Cib (Consorzio italiano biogas): i risultati dimostrano che si potrebbero realizzare impianti distribuiti in tutto il Paese per produrre biogas e biometano, dalla digestione anaerobica dei rifiuti o di biomasse e scarti agricoli, con vantaggi rilevanti nei territori, sia in termini economici che occupazionali, che di risoluzione dei problemi di smaltimento dei rifiuti. Secondo dati Isfol (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori) gli occupati nelle piattaforme oggetto del referendum sono 3mila, ossia già oggi meno dei 5mila occupati nel biogas, con la differenza che questi ultimi possono arrivare a superare i 12mila occupati stabili e con potenzialità maggiori proprio al Sud‎ e nelle aree agricole. ‎

INVESTIMENTI BLOCCATI – Ma questi investimenti sono bloccati. Innanzitutto il biometano non può essere immesso nella rete Snam. Da anni viene, infatti, ritardata l’approvazione di un decreto, uno stop che ha come unica motivazione quella di non aprire alla concorrenza nei confronti di quei gruppi che distribuiscono gas, come Eni, che sono proprio coloro che possiedono larga parte delle concessioni di gas nei nostri mari.

A dimostrare i privilegi di cui godono le estrazioni di idrocarburi – dicono ancora da Legambiente - è un dato che ha dell’incredibile: 20 delle 26 concessioni che estraggono gas entro le 12 miglia dalla costa non pagano le royalties. La ragione sta nel fatto che sotto una certa quantità l’estrazione è “gratis”, come se quelle risorse non appartenessero agli italiani ma fossero proprietà privata dei gruppi energetici.

“Altro che referendum inutile. In Italia è in corso un vero e proprio conflitto tra interessi. Fino ad oggi il Governo Renzi, con lo Sblocca Italia e le scelte contro le rinnovabili, è stato dalla parte dei grandi gruppi energetici che controllano petrolio e gas. Il 17 aprile si vota anche per dare un segnale chiaro al Governo, perché l’interesse dei cittadini italiani è quello di cambiare questa realtà fatta di rendite e privilegi e di puntare sulle fonti rinnovabili per creare lavoro in Italia, opportunità per i territori e fermare davvero i cambiamenti climatici”, conclude Zanchini.

Anna Tita Gallo

LEGGI anche:

#NoTriv: attacco a Renzi. Per il premier il Referendum è uno spreco. Al via i flash mob

Referendum trivelle: per il PD è inutile, invito all'astensionismo. È polemica

Referendum trivelle, quali saranno le vere conseguenze? Faccia a faccia tra il sì e il no

GreenBiz.it

Network