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lampadinaprato È stato presentato alla Camera lo studio del Cnr sulla transizione dell’Italia verso le energie pulite al 2050. L’analisi individua le tecnologie su cui occorre focalizzarsi, costi e opportunità. Crescerà la domanda di energia elettrica e parallelamente dovrà crescere l’apporto del fotovoltaico.

A realizzare lo studio, i team del Cnr di Francesco Meneguzzo (Firenze) e Mario Pagliaro (Palermo). Il primo dato utile evidenziato è che il fabbisogno elettrico complessivo crescerà dai 315 di oggi a 730 mld di chilowattora al 2050.

L’energia elettrica sarà impiegata anche per trasporti e fabbisogno di calore di edifici e industrie. Parallelamente, il parco fotovoltaico italiano dovrà crescere di 16 volte circa, dai 19 GW di oggi fino a 300 GW, mentre quello eolico di circa 21 volte, dai 9 GW di oggi a 190 GW. Ma il 34% della nuova potenza solare che servirà sarà ottenuto solarizzazione degli edifici esistenti, il cui potenziale produttivo annuale è di 126 mld di chilowattora.

Secondo i curatori dello studio, fotovoltaico ed eolico saranno le nuove tecnologie dell'energia perché il costo dell'energia generata dal sole e dal vento è ormai il più basso fra tutte le tecnologie alternative. Il futuro sarà all’insegna di veicoli a propulsione elettrica e le pompe di calore - settore industriale in cui l'Italia eccelle - sostituiranno le caldaie.

Intanto, le batterie al litio conquisteranno un ruolo importante nei trasporti locali, nell'illuminazione pubblica a Led, e negli edifici dove già vengono installate insieme ai pannelli per stoccare il surplus di energia generato dai moduli fotovoltaici. Secondo le simulazioni, 550 dei 730 mld di chilowattora totali andranno temporaneamente accumulati per contrastare l’intermittenza della produzione solare ed eolica.

I costi: si stimano 32 mld di euro di investimenti all’anno, possibili grazie al risparmio sull’acquisto dei combustibili fossili (circa 35 mld nel 2015).

Per Pagliaro sarà un nuovo boom, in grado di riportare in Italia molti dei giovani talenti oggi all'estero e di attirarne altri che invece verranno in Italia a studiare il successo della transizione italiana. La ratifica degli accordi di Parigi, la crescita della popolazione mondiale e la disponibilità sempre minore di combustibili fossili a basso costo di estrazione sarnno fattori che accelereranno il processo, ma servirà assolutamente una nuova programmazione pubblica.

In altre parole, occorre che lo Stato semplifichi la normativa per installare impianti alimentati da fonti rinnovabili e spinga l'adozione di quote crescenti di elettricità rinnovabile attraverso aste concorrenziali.

Anna Tita Gallo

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