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googlesolareDal prossimo anno data center e uffici di Google saranno alimentati al 100% da rinnovabili. Ci lavorano 60 mila persone. Per l'azienda è un “momento storico”.

Big G è già la società che acquista più energia pulita al mondo. Lo scorso anno ne ha acquistata il 44% del totale di quella che consuma, servendosi di parchi solari ed eolici.

Siamo certi che questo è ottimo anche per il business, non è greenwashing. Si tratta di scegliere l'energia al costo più basso possibile. I fondatori sono convinti che i cambiamenti climatici siano qualcosa di reale, immediato, per cui dobbiamo fare la nostra parte”, ha dichiarato Marc Oman, che in Europa per Google si occupa proprio delle scelte su argomenti come l'energia.

Secondo quanto afferma, ci sono voluti 5 anni per arrivare al target del 100%, già fissato nel 2012, perché sono entrati in gioco fattori chiave e la negoziazione sul fronte dell'acquisto dell'energia è sempre complessa.

“Non è una materia per tutti: le aziende piccole lotteranno con le pratiche. Noi stiamo acquistando energia da più zone e più giurisdizioni, non basta copiare e incollare accordi già utilizzati in precedenza”, spiega.

Sono i data center ad avere più bisogno di energia, sebbene Google abbia sperimentato anche l'intelligenza artificiale per diminuire quella quantità. Nel 2015 sono stati acquistati 5.7 Twh di energia pulita, poco meno di quella generata dal Regno Unito con pannelli solari lo scorso anno (7.6 twh). E la maggior parte arriva da parchi eolici negli Usa.

Oman è fiducioso: solare ed eolico sono stati protagonisti di un calo di prezzo e saranno la tecnologia più economica al 2017. Ora Google sta cercando di concludere accordi su base decennale per avere fonti energetiche non intermittenti, come idroelettrico, biomasse e nucleare.

“Tutto ciò che è low carbon”, dice Oman, aggiungendo però che il nucleare di nuova generazione sia controverso e abbia rischi maggiori rispetto alle rinnovabili, con un prezzo peraltro non sempre calcolabile. Al momento alcuni progetti atomici sposano gli obiettivi di Google, la ragione ufficiale per la quale non viene scartata questa fonte è che potrebbe essere una fonte economica, sicura e abbastanza vicina.

Diventare 100% rinnovabile non significa che Google direttamente otterrà tutta l'energia di cui ha bisogno da eolico e solare, ma che su base annua la quantità che acquista andrà a soddisfare il fabbisogno delle attività produttive. Se per qualcuno è ancora greenwashing, resta il fatto che la svolta sia concreta e che la direzione individuata sia chiara e trasparente:

Alimentando le attività con energia pulita Google sta tracciando la strada ad altre aziende ed estituzioni e sta mostrando come scendere in campo creando lavoro, risparmiando denaro e proteggendo le comunità dai rischi dell'inquinamento generato dalle fossili”, ha infatti dichiarato Jodie Van Horn del gruppo ambientalista Sierra Club, dimostrando che gli attivisti apprezzano molto la scelta e l'annuncio ufficiale di Google.

Anna Tita Gallo

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