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Qual è l’attuale situazione energetica dell’Europa? E’ appena stato pubblicato il secondo rapporto State Of The Energy Union per fare il punto sulla transizione energetica nell’Unione Europea.

L’idea di un’unione energetica è nata come piano per connettere gli Stati membri dell’UE da questo punto di vista e per costruire insieme una vera e propria resilienza di fronte alle minacce dei cambiamenti climatici, in merito a cui puntare a obiettivi raggiungibili.

Dal punto di vista dei cambiamenti climatici e dell’energia l’Europa vuole continuare a collaborare con gli Stati Uniti ma esistono grandi preoccupazioni riguardo alle posizioni di Donald Trump su questi argomenti.

Ecco quali sono i punti chiave del nuovo rapporto europeo sull’energia.

1) Obiettivi per il 2020

L’Europa ha fissato alcuni obiettivi da raggiungere entro il 2020 in particolare per quanto riguarda le emissioni di CO2. L’obiettivo della riduzione delle emissioni di gas serra è già stato superato perché già nel 2015 risultavano inferiori del 22% rispetto al 1990, superando dunque la soglia stabilita che era pari al 20%.

2) I target sono troppo deboli

E’ vero che l’Europa ha raggiunto l’obiettivo prefissato per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di gas serra ma in generale questi obiettivi sono considerati ancora troppo deboli e persino quanto fissato in occasione dell’Accordo di Parigi si pensa non sia sufficiente per salvare il clima.

3) Fonti fossili e infrastrutture

Per la prima volta nel rapporto si discute delle infrastrutture per il trasporto delle fonti fossili che passano da un confine di Stato all’altro. Le suddivisioni potrebbero sfavorire l’idea di creare una vera e propria unione energetica e inoltre l’ancora grande importanza delle fonti fossili potrebbe continuare a minacciare il passaggio alle rinnovabili.

4) Cattura del carbonio

I progetti per la cattura del carbonio su larga scala, pensati soprattutto per quanto riguarda le centrali a gas o a carbone, per il momento in Europa stanno fallendo. L’idea di catturare le emissioni di carbonio e di veicolarle sotto terra non sta funzionando al meglio sia a livello economico che tecnologico, dunque saranno necessari dei miglioramenti.

5) Le rinnovabili non sono la priorità

Siamo arrivati al punto più dolente. Per i Paesi europei le energie rinnovabili non rappresentano ancora la priorità dato che, ad esempio, per quanto riguarda l’eolico solo 7 Paesi su 28 hanno fissato ufficialmente degli obiettivi chiari. Alcuni Paesi, come la Polonia, vedono il carbone come il vero futuro per la propria sicurezza energetica e si stanno allontanando dalle rinnovabili.

Quale sarà dunque il futuro dell’energia in Europa?

Leggi qui il secondo rapporto State Of The Energy Union.

Marta Albè

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