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Eolico 250x166Eolico. Quanta energia si potrebbe produrre sfruttando il vento? Molta. Addirittura abbastanza da coprire l'intero fabbisogno di energia mondiale. Sembra esagerato, eppure è quanto emerso da uno studio comparso su Nature Climate.

"Geophysical limits to global wind power": è questo il nome dello studio consultabile anche online, che punta – come dice il titolo stesso – a capire quale sia il limite possibile dell'energia eolica. Quanta ne possiamo produrre? E quale effetto avrebbero la produzione massiccia di energia eolica e l'impiego di turbine?

Si parte da un presupposto: non si può riempire il pianeta di turbine giganti. Detto questo, l'energia del vento si può sfruttare e può rendere moltissimo. Il limite di cui si parla nel titolo dello studio non è però un limite strettamente geofisico, anzi. Ad incidere sono soprattutto le scelte politiche e le scelte economiche di chi governa le sorti del mondo e dello sviluppo energetico.

2.200 TW è la quantità di energia massima che si potrebbe produrre sfruttando la forza del vento. Di questi, 400 TW deriverebbero dall'installazione delle classiche turbine eoliche, poste ad altezze che arrivano a 100 metri. Queste, da sole, potrebbero garantire una produzione di energia pari ad una ventina di volte l'attuale fabbisogno. Altri 1.800 TW si potrebbero poi ottenere da turbine e aquiloni posti "in aria", che assicurerebbero la copertura del fabbisogno energetico e garantirebbero una quantità di energia superiore di cento volte il nostro fabbisogno attuale.

Non ci sono però solo vantaggi e vanno considerate tutte le sfumature. Ovviamente l'impatto sul clima non sarebbe trascurabile. L'intensità dei venti diminuirebbe e la circolazione atmosferica, così come il regime delle piogge, sarebbero influenzati. Inoltre, considerando un'installazione ipotetica di 428 TW, la conseguenza sarebbe l'innalzamento massimo della temperatura di 1° al Polo Sud e alla latitudine di 25° Sud e di 1° in media a livello globale, mentre scenderebbe di 1° la temperatura nell'atmosfera.

Le precipitazioni aumenterebbero di circa il 20% a 20° Sud, mentre diminuirebbero del 20% a 10° Nord. La loro diminuzione media a livello globale sarebbe invece di circa l'1%. Potrebbe valerne la pena, insomma, a patto che nello studio siano state considerate tutte le variabili del caso.

Anna Tita Gallo

GreenBiz.it

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