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fotovoltaico 6 maggio "Il Quinto Conto Energia si configura come un evidente fallimento".

È con queste parole che l'Associazione tecnici energie rinnovabili (Ater) il Movimento per lo sviluppo delle energie alternative (Msa) definiscono il meccanismo di attribuzione di incentivi al fotovoltaico entrato in vigore ad agosto.

Tutto è nato dalla pubblicazione della graduatoria del primo registro da parte del Gse. Come ricordano ATER e MSA in una nota, figurano in graduatoria in posizione utile circa 3.600 impianti, di cui però ben 600 erano già in esercizio; si tratta quindi di impianti che non avevano potuto accedere al IV Conto Energia a causa della sua prematura fine.

"Il dato più sorprendente e allarmante è l'enorme contrazione del mercato delle istallazioni di taglia 'piccola industria/condominio' (quella tra i 400 kW e i 20-30 kW). Si è infatti ridotta da un volume stimabile in oltre 3.000 MW/anno (nel IV CE), a ca. 400 MW, per il primo semestre del V CE. Una riduzione del 75% - fanno notare ATER e MSA - Il settore fotovoltaico non è riuscito a superare i numerosi ostacoli frapposti e l'elevata incertezza che regole di accesso come ad esempio l'obbligo di certificazione energetica, per il quale i chiarimenti richiesti sono arrivati solo a registro chiuso, hanno determinato".

Inoltre, viene segnalata l'incidenza dei grandi progetti di scala "finanziaria", che assorbono il 50% della potenza a registro con meno del 10% dei progetti, circa 300. La metà – ricorda la stessa nota - sono già in esercizio, come numero e leggermente meno come potenza. Ecco allora i casi più rilevanti: "ENEL Green Power S.p.a. è a registro con tre impianti in esercizio, tra cui uno della notevole potenza di 10 MW; sono 20 in tutto gli impianti multimegawatt in esercizio. Mentre sono 50 quelli 'in stato di progetto', tra cui spiccano 2 impianti da 20 MW (presumibilmente serre) e uno da 10 MW, oltre ad alcuni progetti "a grappolo" da ben 29 e 25 MW rispettivamente".

In sostanza, ATER e MSA lamentano che il registro sia stato aperto troppo presto, in un momento in cui il mercato non aveva ancora fatto proprie le nuove regole né programmato iniziative. Il registro non ha quindi generato sufficiente concorrenza ed è semi vuoto, con 50 mln di euro che non sono stati assegnati. "Dal 2005 ad oggi – fanno infine notare ATER e MSA - non era mai capitato che le richieste di incentivazione per grandi impianti risultino inferiori a quanto concesso dai Decreti Conto Energia".

Anna Tita Gallo

GreenBiz.it

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