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nucleare giappGli stress test dell'Unione europea hanno dimostrato che quasi tutte le centrali hanno bisogno di miglioramenti.

Gli standard di sicurezza delle centrali nucleari in Europa sono ''generalmente elevati'', ma ''si raccomandano ulteriori miglioramenti nelle misure di quasi tutti gli impianti''. Questo il giudizio finale al termine delle analisi condotte dall'Ensreg , l'organismo europeo che raccoglie le agenzie di sicurezza nucleare di ogni Stato Ue, sui 145 reattori nucleari presenti nei 15 Paesi membri.

''Ovunque c'è un potenziale di miglioramento - spiega il commissario europeo per l'Energia, Gunther Oettinger presentando i risultati- in gran parte delle centrali si può migliorare la situazione, si possono migliorare le strutture, riqualificandole''.

La sicurezza può essere portata a livelli più elevati procedendo all'assegnazione di appalti per la riqualificazione delle strutture, conclude il commissario, ribadendo che "nessuna centrale deve essere spenta". La valutazione elenca una serie di interventi da attuare in Europa e stima che saranno necessari fra i 10 e i 25 miliardi di euro di investimenti per rendere le centrali Ue in linea con i massimi standard di sicurezza.

Ma per Greenpeace gli stress test ''restano solo alla superficie'' del problema e le prove effettuate sui reattori europei hanno ''aggirato'' le problematiche principali che avrebbero dovuto, invece, affrontare, come la capacità di resistenza delle centrali di fronte ad eventi estremi come attacchi terroristici, incidenti aerei, scenari di catastrofe multipla, come accaduto a Fukushima.

''Non sorprende che i test, sebbene di portata limitata, abbiano rivelato gravi preoccupazioni'', ha affermato il portavoce dell'organizzazione Mark Breddy, evidenziando che ''ci sono serie questioni di sicurezza che non sono state affrontate''.

Da qui la pubblicazione di un rapporto con indagini indipendenti che indicano i reattori da chiudere immediatamente, per motivi diversi fra loro. Sono ben 34, appartenenti a 13 centrali. "Circa la metà dei reattori europei, inoltre, si trova in zone a rischio sismico e quindi in situazioni molto pericolose o perché prive di doppio contenimento o perché troppo vecchie per garantire gli standard di sicurezza necessari", spiega l'associazione ambientalista.

I capi di Stato e di governo ora dovranno discutere delle valutazioni della commissione sugli stress test a Bruxelles il 18 e 19 ottobre. E per Grennpeace c'è una sola decisione da prendere: "la progressiva chiusura del nucleare, anche nell'ottica della Roadmap 2050 dell'UE che prevede una larga prevalenza delle fonti rinnovabili per la metà del secolo".

Clicca qui per scaricare il rapporto di Greenpeace.

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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