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Nucleare verdeLa fissione nucleare è una fonte di energia non priva di rischi per l'ambiente, ma (sul quale pare stia puntando la Cina) al posto dell'uranio renderebbe la tecnologia veramente eco-friendly. Sarà vero?

Bombardando con fasci di neutroni dei nuclei pesanti come l'uranio, questo si frantuma sprigionando una grande quantità di energia, che poi viene convertita in altre forme utilizzabili, come quella elettrica. Il processo tuttavia, come è anche tristemente noto, non è di certo scevro da pericoli. La reazione infatti è potenzialmente a catena, e solo efficientissime misure di sicurezza evitano il peggio.

Ma non è solo questo il problema per l'ambiente: i reattori che si basano su questo meccanismo, infatti, implicano la formazione - e quindi lo smaltimento - delle cosiddette scorie radioattive, ovvero di quei rifiuti che per la loro natura sono in grado di emettere particelle e radiazioni potenzialmente dannose.

Utilizzando torio invece si avrebbero diversi vantaggi, offerti soprattutto dalla produzione di scorie che si esaurirebbero in un tempo inferiore (4 o 5 secoli) rispetto a quelle dell’uranio-plutonio, che restano attive per milioni di anni. Quindi i rifiuti lasciati dai reattori a torio, potrebbero essere gestiti con maggior sicurezza e minor spese. Inoltre il torio è abbondantissimo in natura e per produrre 1 GigaWatt di energia ne è necessaria una sola tonnellata, contro i 200 dell'uranio.

"La radiotossicità dei rifiuti [del torio] è almeno da dieci a cento volte più bassa degli attuali metodi" ha spiegato Jean-Paul Schapira, direttore di ricerca al Cnrs, che ha chiamato per questo l'utilizzo del torio il 'Nucleare verde'.

Ma non è tutto oro quello che luccica. Infatti il torio, quando nell’interno del reattore viene bombardato da neutroni, non libera direttamente energia (in gergo, "non è fissile"), come avviene invece con l’uranio e con il plutonio, ma si ottiene la formazione di un altro isotopo dell’uranio, l’uranio-233, che può essere sfruttato come fonte energetica, e dal quale si ottengono altre scorie radioattive e che potrebbe essere utile alla fabbricazione di bombe atomiche, analogamente ai suoi demonizzanti colleghi.

Forse quindi è presto per concludere che si è finalmente trovata la panacea dei mali del nucleare, ma la ricerca di fonti di energia pulita deve necessariamente continuare.

Roberta De Carolis

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