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Componenti tecnologici per produzione energia da fusioneFusione nucleare. Se ne parla soprattutto in relazione al "miracolo energetico" promesso da Andrea Rossi e dal suo E-Cat, ma anche l'Italia sta costruendo una macchina sperimentale per la produzione di energia da fusione nucleare. Se ne sta occupando in Giappone l'Enea, insieme alle industrie italiane ad alta tecnologia, all'interno di un programma internazionale, che ha visto l'avvio con l'assemblaggio dei primi componenti arrivati proprio dall'Europa.

L'ENEA ha messo a disposizione le infrastrutture tecnologiche dei Centri di ricerca di Frascati e del Brasimone, che sono tra i più avanzati in Europa, e le competenze tecnico-scientifiche dei suoi ricercatori per sviluppare e qualificare i componenti tecnologici delle maggiori realtà industriali. "Un significativo passo avanti per il rilancio dell'economia italiana si sta compiendo grazie agli investimenti fatti nella ricerca e nel sistema industriale ad alta tecnologia, che nonostante la crisi, è uno dei pochi settori che ha accresciuto la propria competitività, e la creazione di nuovi posti di lavoro", ha dichiarato Giovanni Lelli, Commissario dell'Enea, intervenendo alla cerimonia di avvio dei lavori per la costruzione.

La collaborazione tra il sistema della ricerca pubblica e quello dell'industria nazionale dei sistemi energetici tecnologicamente avanzati ha portato alla qualificazione di prodotti tecnologici che ora possono competere e vincere in tutti i mercati mondiali per la fusione nucleare. In particolare, le industrie italiane ad alta tecnologia sono riuscite a cogliere l'opportunità offerta dalla costruzione del reattore ITER, il più importante programma internazionale di fusione nucleare, aggiudicandosi commesse del valore totale di circa 750 milioni di euro per componenti rilevanti, tra i quali i magneti superconduttori.

ITER, pur con i suoi ritardi, è un progetto trentennale frutto di un accordo di collaborazione tra Europa, Stati Uniti, Giappone, Russia, RF, Cina, India e Corea del Sud. Il programma, che prevede la costruzione del reattore nei primi dieci anni e il suo sfruttamento scientifico nei successivi 20, è finalizzato a dimostrare la possibilità di utilizzare la fusione come fonte di energia di larga scala, rispettosa dell'ambiente, praticamente inesauribile e sicura. ITER produrrà 500 MW di potenza di fusione, con un guadagno di potenza di un fattore 10 per decine di minuti, e di un fattore 5 per tempi più lunghi, integrando e testando le tecnologie essenziali per il reattore.

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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