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ue aiuti di stato nucleare

Le lobby si muovono a Bruxelles per orientare la Commissione Europea verso una apertura agli aiuti di Stato al nucleare. In un documento segreto tutte le manovre sotto banco per coprire l'atomo di soldi pubblici. Perché da solo non ce la fa, come hanno dimostrato anche alcuni recenti report.

La denuncia è dei Verdi austriaci: nelle stanze dell'UE gira un paper contenente alcune proposte sull'energia che penalizzerebbero molto le rinnovabili e favorirebbero il vecchio termoelettrico, la cattura e stoccaggio della CO2 (CCS) e, soprattutto, il nucleare.

Questo paper avrebbe già ricevuto un primo ok dai commissari alla Concorrenza e all'Energia, Joaquín Almunia e Günther Oettinger, ma verrà discusso approfonditamente solo tra tre giorni, il 26 luglio, per poi eventualmente essere rilasciato al pubblico nella terza settimana di settembre.

Dietro questa nuova apertura al nucleare ci sono Stati da sempre pro atomo come Regno Unito, Francia, Finlandia, Slovacchia, Polonia e Lituania. Tutti posti dove si vorrebbero costruire nuove centrali nucleari, ma con l'aiutino dei soldi pubblici e in violazione delle attuali normative europee sulla concorrenza. Normative che, tramite la proposta attualmente in mano alla Commissione, potrebbero presto cambiare.

Cosa contiene, di preciso, questo misterioso paper segreto? Ormai lo si sa, visto che il documento è finito sulla stampa di mezza Europa. Si legge nel documento: "perseguire lo sviluppo dell'energia nucleare, in particolare facilitando gli investimenti in energia nucleare, è un obiettivo di cui all'articolo 2 (c), del trattato Euratom, e quindi la Commissione non mette in discussione che tali misure di sostegno siano finalizzate a un obiettivo comune dell'UE".

Ciò vuol dire che, se passa questa interpretazione, gli Stati potranno aiutare in ogni modo gli investimenti nel settore nucleare senza incappare in procedure di infrazione europee. Allo stesso tempo, però, il documento prevede un attacco alle rinnovabili quando propone che gli incentivi statali alle fonti pulite siano elargiti solo dopo un'asta europea.

Un meccanismo molto simile a quello sperimentato in Italia con il registro grandi impianti del Quinto Conto Energia. Un meccanismo sostanzialmente fallito vista la scarsa adesione degli investitori alle procedure d'asta. Ma, molto probabilmente, era proprio ciò che si cercava.

A queste proposte rispondono i Verdi austriaci, con un sonoro no: "Dopo Fukushima ormai è chiaro: il nucleare non può essere sicuro - ha dichiarato Eva Glawischnig, leader dei Verdi austriaci - I piani dei fautori del nucleare in Commissione Europea sono una aberrazione. La costruzione e l'operatività di queste centrali nucleari dovrebbe essere finanziata con miliardi di euro in sussidi statali".

Peppe Croce

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