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Nuove audizioni, alla Camera e al Senato, sulla Strategia Energetica Nazionale. Assoelettrica torna a ripetere il mantra: troppi incentivi al fotovoltaico, si deve salvare il termoelettrico.

La Commissione Attività produttive della Camera e la Commissione Industria del Senato proseguono con le audizioni sulla SEN, la Strategia Energetica Nazionale varata dall'allora ministro allo Sviluppo economico Corrado Passera. Oggi è stata la volta di Assoelettrica, l'associazione afferente a Confindustria che rappresenta molti produttori di elettricità da fonti fossili.

Chicco Testa, presidente di Assoelettrica, ha snocciolato di fronte a deputati e senatori i dati principali sulla situazione italiana, sia riguardo alle bollette elettriche pagate dai consumatori finali che alla produzione di energia. Partendo da quest'ultimo tema, e ricordando che in Italia si consuma sempre meno energia a causa della crisi economica, Testa ha evidenziato le differenza, sostanziali, nel mix energetico dei maggiori Paesi europei.

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Se in Italia il 28% dell'energia elettrica è rinnovabile e il 48% è prodotta con il gas, in Francia appena il 12% è verde e ben l'80% è nucleare. Germania, Spagna e Regno Unito hanno percentuali variabili, come si vede nel grafico che Testa ha illustrato ai parlamentari.

A fronte di queste forti differenze nel mix di generazione dell'energia elettrica, diversa è anche la situazione riguardo al costo pagato dall'utente finale per consumare l'elettricità. In Italia, se si consuma poco, si spende di meno mentre se si consuma molto la tariffa schizza alle stelle. Dal grafico, che mette a confronto gli stessi mercati elettrici precedentemente citati, si nota come l'Italia sia l'unico Paese che ha fatto la scelta di favorire il risparmio di energia piuttosto che il consumo.

assoelettrica prezzo elettricità consumatori domestici

Prezzi pagati dai consumatori domestici, con consumi che vanno da 1 a 15 MWh annui. Spiega Assoelettrica: "un utente domestico con potenza impegna di 3 kW ed un consumo che non superi i 3-4 mila kWh annui paga il chilowattora circa 19 centesimi tutto compreso, lo stesso consumatore che chiede l’allaccio a 6 kW e che consuma la stessa quantità di energia paga, sempre tutto compreso, quasi 30".

Questo vuol dire che, con il sistema tariffario attuale, all'italiano medio non conviene installare i condizionatori o le pompe di calore al posto della caldaia a metano o gasolio o i fornelli elettrici a induzione al posto di quelli a gas. Perché a parità di energia consumata la paga una volta e mezza. A meno che non abbia anche un buon impianto fotovoltaico e alte percentuali di autoconsumo.

assoelettrica prezzo elettricità consumatori industriali

La situazione italiana si riallinea a quella europea, seppur con prezzi leggermente più alti, nel settore industriale dove vige la regola dell'energivoro: se consumi molto hai lo sconto sul prezzo dell'energia. Situazione che non cambierà di molto quando entrerà pienamente in funzione il nuovo incentivo agli energivori.

Il paradosso, secondo Testa e la sua associazione, è che in Italia si è investito moltissimo nei decenni scorsi per rinnovare il parco termoelettrico (con la famosa strategia "a tutto gas") ma ora gli impianti nuovi non producono abbastanza energia per ripagare gli investimenti. Perché di energia se ne consuma sempre di meno e perché le rinnovabili ne producono sempre di più.

"A fronte di questo imprevisto calo della domanda elettrica - ha detto Testa ai parlamentari - si è assistito nell’arco di pochi anni all’enorme sviluppo del fotovoltaico. In modo non programmato, disordinato e privo di ricadute industriali positive e durature, nell’arco di un triennio di è assistito all’installazione di circa 18 mila MW di pannelli fotovoltaici ai quali si deve la produzione di oltre 24 TWh annui, immessi in rete in priorità".

Poi la ormai classica stoccata agli incentivi alle rinnovabili: "La composizione degli oneri di sistema vede un peso ormai determinante degli incentivi alle fonti rinnovabili, in particolare del fotovoltaico, giunto a sfiorare i 7 miliardi di euro annui. Il risultato è che ormai circa metà del totale della “fattura elettrica”, stimabile grossolanamente in circa 40 miliardi di euro annui, è dovuto ad incentivi, altri oneri accessori, costi diversi, imposte e tasse". Nessun accenno, ovviamente, a quanto sta già facendo risparmiare il fotovoltaico sulla bolletta degli italiani.

Peppe Croce

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