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hinkley CopySarà la prima centrale nucleare costruita dopo il disastro di Fukushima e la prima che apre in Gran Bretagna dopo Sizewell, inaugurata nel 1995. Il progetto parla anche francese e cinese, ecco come si svilupperà.

L'ACCORDO – Alle spalle del nuovo impianto figura un accordo che di fatto coinvolge Regno Unito, Francia e Cina, con in testa il gigante Edf. Permetterà - secondo gli annunci - di tagliare gli importi relativi al consumo di carburanti di oltre 75 sterline all'anno dal 2030, oltre a garantire energia per 7 mln di famiglie dal 2023. La Cina farà squadra con Edf e costruirà 2 reattori nella zona di Hinkley Point, nel SudOvest dell'Inghilterra.. “Hinkley Point C” è una svolta dopo Fukushima, una sorta di apertura al nucleare dopo i timori che hanno preso il sopravvento ovunque nel mondo.

I DUBBI – I più critici – e non sono soltanto gli ambientalisti – accusano il governo di voler dare sussidi ad un tecnologia ormai vecchia, che continua a sollevare paure sulla sicurezza. Senza contare che si trattava di un piano dell'epoca di Tony Blair, che ora diventa realtà, vale a dire un progetto di spesa da 14 mld di sterline. “È una tappa fondaentale per il nuclerare del futuro”: la vede ora così il premier David Cameron.

Da Greenpeace non sono però d'accordo: “Hinkley C ha fallito ogni test di tipo economico, ambientale e anche quelli che analizzano i benefici per i consumatori. Genererà bollette più salate e provocherà distorsioni alle politiche energetiche rimpiazzando tecnologie più pulite che ormai costano relativamente poco. Società come DONG Energy dicono che il costo dell'eolico offshore scenderà così tanto che sarà pari al nucleare entro il 2020, non ha senso continuare con Hinckley C”.

IL PROGETTO – Edf parteciperà con una quota che andrà dal 45 al 50% per quanto riguarda i reattori, che produrranno poi il 7% dell'elettricità inglese e riforniranno 7 mln di famiglie. Forti di un contratto di 35 anni, i protagonisti in campo costruiranno un secondo impianto a Sizewell, nel Suffolk. Lo stesso Cameron ha sottolineato che l'affare si traduce in 16 mld di sterline di investimenti catapultati in Inghilterra e nella creazione di 25 mila posti di lavoro. Resta al momento fuori un 15% che sarà suddiviso tra attori minori, da valutare.

SUL FRONTE DEI CONSUMATORI – Il progetto dovrebbe offrire un “fair price” per il consumatore finale, che potrebbe rappresentare una vittoria per Cameron, alle prese con il caro bollette e l'incubo blackout. E si tratta di un tassello nel mosaico di Cameron che prevede di attirare fino a 110 mld di sterline di investimenti entro i confini del Paese entro il 2020, tutti destinati al comparto energetico. In tutti i casi, se davvero il secondo impianto sarà realizzato come previsto, il prezzo dell'energia elettrica dovrebbe calare notevolmente.

Anna Tita Gallo

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